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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Gaming 10.08.2014    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Tasse e leggi per gli streamer nel gaming

Intervista rilasciata a luglio via email per quelli di gamemag.it

 

Indice

  • Volevamo chiederle, quindi, se a livello
  • - Come dovrebbero fare la dichiarazione
  • - A cosa potrebbero andare incontro se n
  • - E' presente un buco normativo? Vale la
  • - Molto spesso si tratta di guadagni ott
  • SECONDA PARTE.
  • - Ci sono delle soglie oltre le quali le
  • - Che differenze ci sono tra Italia e St
A

Alcuni degli streamer sono diventati delle star e riescono a guadagnare tantissimo, anche decine di migliaia di euro in certi casi in Italia.


D
Volevamo chiederle, quindi, se a livello normativo bisognerebbe pagare delle tasse su questi introiti.

R
Nel 1993 scrissi nella mia tesi di laurea sulla tutela del software che, guardando lo sviluppo del settore dei giochi, era facile prevedere che i giochi sarebbero finiti in televisione.
I problemi che sollevai allora sono rimasti quasi gli stessi, con poche significative aggiunte.
Questo per dire che le attivita' svolte in qualsiasi modo, anche su internet, rientrano tra le attivita' che il diritto e il fisco ritengono soggette alla legge.
Insomma: non c'e' un paradiso fiscale solo per essere su internet. Si applicano le stesse leggi delle tradizionali attivita'. Ma questo sembra sempre piu' un dato di fatto conosciuto da chi lavora nel settore.


D

- Come dovrebbero fare la dichiarazione gli Youtuber?

R

Il tema e' decisamente importante.
La risposta deriva da come si imposta il proprio lavoro di streamer. Cosa e' prevalente ? L'abilita' di gioco ? La selezione dei giochi ? Le review ? Gli aggiornamenti/notiziari ?
Come sappiamo bene moltissimi canali su youtube organizzano contenuti per presentare i propri giochi. Altri per farne recensioni. Altri per condividere i video prodotti dai giochi (e favorire la viralita'), quindi con finalita' di marketing.
Stiamo parlando di attivita' molto varie: vere e proprie televisioni via cavo, oppure notiziari dal mondo del gaming, oppure semplici mashup, oppure ancora commenti tecnici per finire ai contenuti autopromozionali del gamer a fini di personal branding.
Bisogna guardare il "perche'". Ne parlo spesso con collaboratori e clienti. Il perche' e' l'anima di tutto quello che facciamo. E' quello che ci porta a fare (e vendere) la nostra professionalita' in un modo unico.
Ugualmente per qualificare l'attivita' svolta dal gamer.
Un trucco ? Cercare di spiegare la propria attivita' come se stessiamo parlando a nostra nonna. Saremo costretti ad arrivare all'essenziale senza paroloni moderni. A quel punto capiremo anche in quale codice di attivita' rientriamo all'apertura della partita iva.



D

- A cosa potrebbero andare incontro se non stanno attenti dal punto di vista normativo?

R

Con un fatturato (anche in nero) superiore ai 100.000 euro si hanno gli stessi adempimenti di Mediaset. Grazie alla lungimiranza del legislatore italiano ... durante il recepimento della direttiva europea sulla televisione abbiamo fatto diventare ogni canale video curato editorialmente una televisione come canale 5. Con necessita' di giornalista direttore responsabile, iscrizione al ROC presso l'agcom e altre amenita' varie.
Con fatturato inferiore ai 5000 euro e' necessario aprire la partita iva ma non la posizione previdenziale (che strozza tutti i giovani italiani piu' del fisco).
Questo per iniziare. Le leggi sono le stesse dell'arrotino. L'errore comune, perche' la scuola ancora non insegna a diventare imprenditori, e' credere di poter essere concorrenziali sul mercato perche' si puo' offrire un prodotto a prezzi inferiori. In realta' i prezzi salgono per gli adempimenti di legge.
Oltre ai problemi fiscali o di autorizzazioni televisive, ci sono quelli comuni legati al diritto d'autore e alla concorrenza sleale (sfruttando commercialmente prodotti altrui).



D

- E' presente un buco normativo? Vale la regola dei 5 anni per lo stato per rivalersi di questi crediti?

R

Penso che non si parli di crediti ma di tasse da pagare. Attenzione: i 5 anni sono un criterio, ma ci sono anche sanzioni penali a seconda dei casi. Mi aspetto comunque che se si fa affidamento ai 5 anni si sbagli. I primi anni sono quelli dove si guadagna meno, gli ultimi di piu'. Confidare di farla franca e' un pessimo investimento, perche' mette a rischio il lavoro presente.
Pensate di investire tutto in una attivita', e poi scoprire che non potete piu' esercitarla perche' non avete pianificato un aspetto che curano tutti coloro che lavorano oggi. E la vostra professionalita' come la spenderete ?
Si tratta di investire su se' stessi e sul proprio futuro. Poi, per taluni aspetti, la durata e la decorrenza del dovuto cambia. Il commercialista dovra' essere il vostro punto di riferimento.



D

- Molto spesso si tratta di guadagni ottenuti tramite donazioni, soprattutto nel caso di Twitch. Per le donazioni, ci sono differenze rispetto ai guadagni tramite Youtube?

R

Il tema delle donazione l'ho affrontato anche io. Ci sono due valutazioni: pratiche e legali.
Sotto il profilo pratico le donazioni sono basse, contenute, e non adatte a reggere una professione. Lo si fa per passione e non per lucro, senza organizzazione di impresa ? Pigliatevi le donazioni e amen. Se superate pero' non solo una soglia di guadagni (non definibile a priori, diciamo pochissime migliaia di euro), ma anche di organizzazione d'impresa (contatti con fornitori e produttori) e di tempo e di mezzi, allora aspettatevi che il fisco e l'inps non credano piu' al fatto che siete solo degli aitanti amatori. Dovrete convincere loro, non me. Sotto il profilo pratico, superati i 5000 euro, Paypal vi chiedera' l'identificazione ai fini dell'antiriciclaggio.
In questo senso non ci sono molte differenze per il fisco italiano. Dovete giustificare voi i soldi che vi entrano. E se confluiscono tutti sul vostro conto personale, dovrete rendere conto di tutti i movimenti personali.
Quindi ?
Consiglio a tutti di iniziare senza incassare soldi. E' piu' facile e meno rischioso. Se ci si rende conto di essere apprezzati, organizzare l'attivita' d'impresa prevedendo di fatturare abbastanza per pagare un commercialista, qualche consulente per problemi quotidiani e le tasse.
Chi lo fa per primo sbanca il banco. Continuo a credere, dal 1993, che il settore possa offrire possibilita' a chi abbia costanza e professionalita'. Magari partendo anche da semplici podcast sul gaming, magari un domani vendibili alle radio.
Il primo passo ? Chiedersi quanto lo si fa per divertirsi, quando per fare esperienza, quanto per fare soldi.
Trovata la risposta, farsi almeno una breve formazione d'impresa, giuridica e fiscale. Altrimenti si costruisce una prospettativa di futuro sulla sabbia.

dott. Valentino Spataro
consulente legale in nuove tecnologie
www.iusondemand.com

 

SECONDA PARTE.

CI sono state fatte altre domande. Ecco come abbiamo risposto:

D
- Se la persona che percepisce questi soldi è minorenne e non dichiara
il fisco su chi si rivarrà?

R
La regola generale e' che i genitori rispondono dei figli. Siccome dubito che un figlio abbia un conto online senza che i genitori ne sappiano nulla, credo che la questione coinvolga persino direttamente i genitori per quello che fanno i figli. I genitori si potrebbero trovare a giustificare ogni entrata effettuata sul conto in appoggio, senza escludere un controllo anche sugli altri.

D
- A cosa va in contro un ragazzo che guadagna diciamo 25.000 euro all'anno e non li dichiara?

R

Dubito che tanti soldi passino inosservati, e visto che vengono tutti tracciati, dipende da dove arrivano questi soldi e a chi arrivano. Siccome molte operatori scelgono paradisi fiscali, ci si puo' trovare anche con dei problemi seri se non si rispetta la normativa sul riciclaggio, ed in particolare la particolare procedura per segnalare ogni pagamento che arriva dall'estero e dai paradisi fiscali. Inoltre, da dicembre 2013, una norma parzialmente disapplicata (non chiedetemi perche', e' bastata una dichiarazione ministeriale ...) rischia di applicare una trattenuta elevatissima sui bonifici in entrata dall'estero. La vostra banca sara' felice ... di darvi maggiori informazioni.


D
- Ci sono delle soglie oltre le quali le cose si fanno più pericolose?

R

In generale la prima soglia e' di 2000 euro, la seconda di 5000. La regola e' che avendo una impresa, anche se si fanno debiti, bisogna avere una partita iva. Se poi si fanno anche utili ...



D
- Che differenze ci sono tra Italia e Stati Uniti in questa materia?

R

Io credo che il consolato sarebbe entusiasta di rispondere ... In generale alla maggiore liberta' d'impresa corrisponde qualche limite per noi che diventiamo immigranti negli USA. Esiste un problema di visto.

Le differenze sono culturali, pratiche e giuridiche. Ricordo che in Europa abbiamo diritto di stabilirci, da Europei. Altrove, no. Dovessi espatriare considererei seriamente la Romania per il numero di italiani gia' presente, l'amore che hanno per la nostra terra, e i costi bassi. Si potrebbe lavorare come in Italia, ma a costi contenuti, senza problemi di fuso orario (andate a spiegare ad un partner americano che siete l'unico di una conference call con problemi di orario) e anche volare non e' lungo.

Per il resto non bisogna credere che in Italia non si possa fare nulla. Si puo' anche iniziare a lavorare con l'estero da qui, fare i pendolari per un po' e poi valutare se le radici messe all'estero consentono il salto. Se avete meno di 20 anni immagino che si possa saltare ogni remora e buttarsi. Consigliano tutti di iniziare facendo un po' di volontariato, all'estero fa curriculum e permette di capire la mentalita' da un osservatorio privilegiato.

Ultima nota sotto il profilo fiscale. Anni fa alcuni hanno iniziato aprendo un conto negli USA, senza pagare le tasse ne' la' ne' qui. Lasciate perdere. Oggi gli accordi di scambio sono molto piu' attenti. Evitate persino i bitcoin per fare queste cose. E' il modo migliore per crearsi piu' problemi invece di trovare soluzioni.

Una ultima considerazione: guardate i contratti che firmate, e se anche raccogliete tanti soldi ora, non escludete di fare qualcosa di vostro su un vostro sito. Pensate a costruire la clientela, non solo a fare soldi portando i clienti su piattaforme da dove vi possono estromettere senza tanta difficolta'. E' un discorso piu' ampio, e purtroppo pochi fanno formazione su questo punto.

 

10.08.2014 Spataro
Fonte:




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