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Pirateria 24.10.2013    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Youtube dopo Jovanotti: entrambi il virus contro la pirateria. E adesso Agcom non ha piu' motivi di insistere

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Indice

  • Jovanotti: Il virus contro la pirateria
  • Agcom: ancora a parlare di lotta alla pi
  • Sfuggiva a tutti pero' una considerazion
  • Questo accordo e' ancora ignoto nel test
  • Ma torniamo a noi.
  • Perche' il consumo di Youtube, legale, e
  • E invece Apple ha risolto anche questo:
  • Ora il mercato offre contenuti legali
  • Agcom: non c'e' piu' un motivo per fare
  • La magistratura c'e' questo. Le autorita
E

Era il 2011. Scrivevo: Jovanotti: Il virus contro la pirateria

Spiegavo come Jovanotti con la propria casa editrice vende dischi e regala una marea di video dai propri account  su youtube, soundcloud e tantissimi altri.

Ci sono versioni live, concerti mai venduti, cose bellissime realizzate da lui e da chi elabora le sue tracce a cappella.

Il 9 ottobre 2013 scrivevo Agcom: ancora a parlare di lotta alla pirateria. Ma usate Youtube e Facebook ?

Poi, nei giorni successivi leggo Mazza di Fimi parlare ancora di pirateria da combattere, di agcom.

Agcom sostiene di dover controllare il diritto d'autore per contrastare la pirateria.

Lo scontro e' enorme. Fino ad un certo punto nel rispetto delle parti. Poi il degrado e le offese dichiarandosi gli uni gli altri incompetenti o ignoranti delle leggi.

Sfuggiva a tutti pero' una considerazione.

Agcom comincio' ad interessarsi tantissimi anni fa quando si faceva ancora fatica a chiudere chi faceva della pirateria un business.

Da allora il mercato e' cambiato.

C'e' molto piu' a pagamento. Ed anzi, moltissimo di legale senza pagare.

Youtube ha stipulato accordi con la Siae e per ogni video c'e' una percentuale. La Siae quindi e' ben contenta che Youtube, come una nuova MTV, diffonda musica e paghi una percentuale.

Questo accordo e' ancora ignoto nel testo, ma ha dei contenuti di utilita' per i terzi. In particolare, in caso di embed, youtube certamente paga la Siae, ma secondo Siae dovrebbe pagare anche il sito che ospita i siti embeddati.

Ancora nessun avvocato ha affrontato questo tema. Questo e' il mio suggerimento che sono certo verra' raccolto dai piu' attivi.

Ma torniamo a noi.

Mazza raccoglie la mia segnalazione a lui indirizzata via Twitter, e comincia a controllare quanto youtube ha ridotto la pirateria in Italia.

Seguono quindi una serie di segnalazioni che confermano che la pirateria non e' piu' il male di qualche anno fa.

Perche' ?

Perche' il consumo di Youtube, legale, e' ben superiore e non richiede pagamenti.

E oggi Mazza segnala su Corriere che Youtube sta per creare abbonamenti pro per ascoltare tutto senza pubblicita' ed anche scaricarlo sul proprio computer.

Come la mettiamo con l'assurda legge che impone sanzioni amministrative esemplari per la detenzione di un file mp3 senza licenza ? Inversione dell'onere della prova, se hai un mp3 devi spiegare da dove ti arriva, documentalmente.

Ecco che le ricevute di itunes sono importantissime. Chi di voi le raccoglie ? Itunes e' a disposizione per mandarle nuovamente, ma si fa pagare lautamente.

E invece Apple ha risolto anche questo: un contratto di abbonamento ed e' tutto legale quello che hai sul tuo pc. Giocando non poco sugli equivoci di capire se il tuo mp3 viene da un tuo cd o no.

Quello che resta ora di questo importante cambiamento e' l'utilita' di una autorita' dedita alla lotta della pirateria su internet.

Cari signori: potevate dirlo un paio di anni fa.

Ora il mercato offre contenuti legali e le persone li possono consultare, anche senza pagare. Come fu ai tempi per le radio che, senza far pagare gli ascoltatori, riuscivano pero' a far aumentare le vendite dei dischi. Se non senti non compri, e se senti gratis, compri ugualmente.

Ora e' il momento che tutti si aggiornino.

Che senso ha oggi combattere la pirateria se le stesse cose si hanno tramite youtube senza pagare ?

Agcom: non c'e' piu' un motivo per fare meglio dei giudici. I provvedimenti, oggi, sono concessi velocemente in tutta Italia dai giudici che possono valutare caso per caso.

O vogliamo fare come l'ipotizzato potere ai Prefetti, altro braccio governativo come le' autorita', di concedere la forza pubblica negli sfratti secondo il proprio giudizio, dopo l'ordine di un giudice ?

Anche Giuggioli, presidente storico dell'Ordine degli Avvocati di Milano, ha gia' alzato la voce. E il problema e' lo stesso: non si sostituiscano i giudici con la pubblica amministrazione. Ricordate la ripartizione dei poteri ? Non e' una cosa astratta per professoroni. E' democrazia contro lo stato di polizia.

La magistratura c'e' questo. Le autorita' per altro.

ps: sono gia' stato criticato perche' evidenzio alcune novita'. Riporto le tesi di tutti, pro e contro. Ma se l'offerta di contenuti legali aumenta e sconfigge la pirateria questo e' un fatto che tutti dobbiamo considerare. Anche chi continuera' a fare prepotente attivita' di lobby per ottenere migliori condizioni  deve riconoscere che la pirateria si combatte promuovendo il consumo legale, non solo con sanzioni.

Le radio l'hanno gia' dimostrato. Peccato doverlo ancora ripetere che bastava fare come con le radio. Lo scriveva un introvabile studio stampato dalla  fondazione Agnelli alcuni anni fa (Dal vinile a internet). Finalmente stiamo arrivando di trattare la copia privata come tale e la pirateria commerciale come tale, senza piu' confonderle come un unico fenomeno.

24.10.2013 Spataro
Fonte: Corriere




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