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Privacy 18.06.2013    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Il Garante della Privacy raccoglie l'appello contro i Google Glass e chiede informazioni.

Il Garante italiano parte. E' ora che si rifletta. Complimenti per la tempestivita'. E ora vediamo se Google ha trovato l'esperto di Privacy che cercava per gli uffici in Italia.
Resta un problema, che il Garante sta gia' affrontando correttamente: quando si hanno cosi' tanti dati le regole devono essere piu' attente. Perche' un governo non democratico potrebbe usarle contro i cittadini, come e' gia' avvenuto nel passato.
E il diritto oblio dovra', a mio parere, diventare la regola, salvo espressa richiesta. E solo per i propri dati, mai per quelli degli altri.

 

Indice

  • I GARANTI DEl mondo a big g: i “Go
  • Le Autorità di garanzia scrivono
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COMUNICATO STAMPA

 

I GARANTI DEl mondo a big g: i “Google glass” rispettino la privacy dei cittadini

Le Autorità di garanzia scrivono a Larry Page: subito chiarimenti e l’avvio di un confronto

 

Quali informazioni raccoglie Google attraverso i “Glass”, i famosi occhiali a realtà aumentata? Con chi le condivide? Come intende utilizzarle? Come viene garantito il rispetto delle legislazioni sulla privacy? Come pensa Google di risolvere il problematico aspetto della raccolta di informazioni di persone che, a loro insaputa, vengono “riprese” e “registrate” tramite i Glass?

Sono solo alcune delle questioni che le Autorità di protezione dati di diversi continenti riunite nel GPEN (Global Privacy Enforcement Network), hanno messo nero su bianco in una lettera inviata alla multinazionale californiana sullo sviluppo di Google Glass, una tecnologia in via di sperimentazione legata all’elaborazione elettronica dei dati, indossabile sotto forma di occhiali, che comprende una microcamera, un microfono ed un dispositivo Gps con accesso ad Internet.

Le Autorità per la privacy, tra le quali il Garante italiano, hanno espresso preoccupazione riguardo all’impatto privacy che può derivare dall’uso dei Google Glass e forti timori sul possibile futuro uso di sistemi di “riconoscimento facciale”.

Le Autorità hanno quindi chiesto alla società un sollecito riscontro sulle implicazioni privacy legate allo sviluppo di questa nuova tecnologia e sulle misure che intende prendere per garantire il rispetto della vita privata in tutti i Paesi del mondo.

Google è stata invitata ad un confronto, attraverso incontri e dimostrazioni pratiche sull’uso dei “super-occhiali”. Nonostante l’esigenza più volte affermata che la privacy sia parte integrante della progettazione di ogni prodotto e servizio prima del lancio, nessuna Autorità di protezione dati è stata sentita dalla multinazionale e le uniche informazioni di cui dispongono i Garanti, derivano in gran parte dai media o dalla pubblicizzazione del dispositivo ad opera della stessa Google.

Le nuove tecnologie sono state sempre connotate dal binomio “opportunità - rischi” – afferma Antonello Soro, Presidente del Garante privacy - ma certo i Google Glass lasciano prevedere grandi pericoli per la vita privata. Chiunque finisse nel raggio visivo di chi indossa questi occhiali - continua Soro - potrebbe, a quanto è dato sapere, venire fotografato, filmato, riconosciuto e, una volta avuto accesso ai suoi dati sparsi sul web, individuato nei suoi gusti, nelle sue opinioni, nelle sue scelte di vita.  La sua vita gli verrebbe in qualche modo sottratta per finire nelle micro memorie degli occhiali o rilanciata in rete. Ci sono già norme che vietano la messa on line di dati personali senza il consenso degli interessati. Ma di fronte a questi strumenti le leggi non bastano: serve un salto di consapevolezza da parte di fornitori di servizi Internet, degli sviluppatori di software, e degli utenti. E’ indispensabile ormai riuscire a promuovere a livello globale un uso etico delle nuove tecnologie”.

 

 

Roma, 18 giugno 2013

18.06.2013 Spataro
Fonte: Garante Privacy




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