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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Agcom 08.05.2012    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Diritto d'autore e Agcom: la risposta del Governo

"Il terzo punto essenziale dell'ipotesi di disegno di legge Ŕ che questa azione - su due dati e non su un solo lato - non Ŕ repressiva, ma atta ad inibire il furto, che danneggia la possibilitÓ di finanziare la produzione in Pag. 15una lingua, che - lo voglio ricordare - interessa 90 milioni di utenti e non 900 milioni di utenti, come lo spagnolo, o un miliardo e mezzo di utenti come l'inglese, e che quindi va difesa con particolare energia."

 

Indice

    (Intendimenti del Governo in merito alla disciplina relativa alla tutela del diritto d'autore sul web, con particolare riferimento ai poteri dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - n. 2-01468)

    PRESIDENTE. L'onorevole Barbaro ha facoltà di illustrare l'interpellanza Della Vedova n. 2-01468, concernente intendimenti del Governo in merito alla disciplina relativa alla tutela del diritto d'autore sul web, con particolare riferimento ai poteri dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti), di cui è cofirmatario.

    CLAUDIO BARBARO. Signor Presidente, la questione su cui abbiamo richiamato l'attenzione dell'Esecutivo è delicata. Potremmo darne un inquadramento tematico per permettere a tutti di comprendere bene i motivi che ci spingono a chiedere un'attenzione particolare sul tema e una maggiore chiarezza da parte dell'Esecutivo. Si tratta di una questione connessa alla promozione di una cultura della fruizione dei contenuti legali attraverso la rete di comunicazione elettronica nel rispetto della disciplina in materia di diritti d'autore.
    Ci riferiamo ad un problema di bilanciamento di diritti individuali e di quelli di proprietà intellettuale, in un sistema che si è trasformato sia dal punto di vista della comunicazione che della tecnologia. Occorre chiarire come e se l'AGCOM debba intervenire alla luce delle competenze stabilite per via normativa. Tuttavia, prima di svolgere le nostre considerazioni, ritengo opportuno illustrare sinteticamente i presupposti di questa nostra richiesta al Governo.
    In primis, lo scorso 21 marzo 2012 nelle Commissioni VII e VIII riunite il presidente dell'AGCOM, Corrado Calabrò, è stato sentito al Senato sulle problematiche emerse nel settore Internet in materia di diritto d'autore. In tale sede ha espresso la volontà di attendere la norma di legge predisposta dalla Presidenza del Consiglio che dovrebbe ribadire la legittimazione dell'AGCOM nell'intervenire in materia, definendone meglio la competenza e i poteri connessi.
    Il presidente Corrado Calabrò, sempre nella medesima audizione, ha implicitamente espresso l'opportunità di tale intervento interpretativo da parte della Presidenza del Consiglio prima dell'adozione del regolamento in materia. Tale provvedimento andrebbe dunque a ridefinire gli ambiti di competenza dell'AGCOM e ad identificare ambiti operativi potenzialmente nuovi, comunque connessi ai compiti di vigilanza e ispezione propri dell'Autorità in questione. L'iniziativa dell'Esecutivo annunciata ha catturato l'attenzione dei mezzi di informazione e ha avuto particolare rilevanza. Su taluni organi di stampa è, infatti, circolata una bozza del provvedimento interpretativo governativo che dovrebbe espandere, stando alle indiscrezioni, le competenze dell'AGCOM, inclusa la capacità di inibire l'accesso ai siti esteri sospettati di violare il copyright.
    Sebbene la necessità di un'azione nell'ambito della tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica non Pag. 13sia in discussione - vista la mancanza di un quadro normativo articolato e in linea con i cambiamenti sociali e tecnologici intercorsi negli ultimi decenni -, l'intervento dell'AGCOM ci sembra discutibile soprattutto in considerazione di due motivi. Per prima cosa, la riforma del mercato dei contenuti digitali doveva essere uno dei cardini della bozza iniziale, in quanto risposta ad una esigenza reale avvertita dai produttori, dai fruitori, dai gestori creditizi e da tutte le figure coinvolte in materia.
    Tuttavia, il testo all'esame della Commissione sembra non averla recepita.
    Allo stesso modo, non va nemmeno dimenticato che il consiglio dell'Agcom è prossimo alla sua scadenza ordinaria - maggio 2012 - pertanto anche sul piano formale ci sembra inopportuno, in una situazione di scadenza, affrontare una riforma dei suoi poteri e delle sue competenze, che conseguirebbe all'adozione della norma di interpretazione autentica da parte del Governo, nonché adottare un regolamento che presenta criticità evidenti.
    Tra queste, rientra, ad esempio, la questione relativa all'inibizione dell'accesso ai siti esteri, che, stando alle dichiarazioni del Presidente dell'Agcom Calabrò, rese nell'audizione al Senato del marzo scorso, l'Autorità si appresta ad introdurre nel regolamento sul diritto d'autore. Poiché tale misura non era presente nell'articolato posto in consultazione nella scorsa estate e già oggetto di comunicazione alla Commissione europea, quello nuovo - prevedendo condizioni più restrittive rispetto a quelle già comunicate - dovrebbe essere nuovamente modificato, in ossequio alla direttiva n. 98/34/CE.
    A ciò aggiungiamo che lo stesso Presidente dell'Agcom ha riconosciuto che l'ONU o la Commissione europea sarebbero le sedi opportune per affrontare la questione del diritto d'autore in rete, riconoscendo in parte la delicatezza del tema e, in parte e in modo implicito, l'inadeguatezza della risposta che potrebbe venire fornita da un organo di garanzia, come l'Agcom stessa.
    Per di più, entrambi gli organi evocati dal dottor Calabrò, in presenza di proposte simili al regolamento italiano, chiamate a dare applicazione a leggi sulla tutela della proprietà intellettuale, si sono espressi più volte sulla necessità di contemperare i diritti di produttori, utenti e fruitori, nonché sull'imperativa inammissibilità che il diritto alla proprietà possa porre dei limiti al diritto della libertà di informazione e comunicazione.
    Come è evidente nella breve premessa, esistono concrete motivazioni di preoccupazione che ci spingono ad interrogare il Governo su vari punti che vado a sintetizzare. Innanzitutto, vorremmo conoscere l'orientamento del Governo in materia di diritti d'autore anche in chiave comparativa rispetto agli ordinamenti europei. In secondo luogo, vorremmo sapere quale sia il contenuto della proposta normativa in itinere, citato dal presidente dell'Agcom Calabrò ed eventualmente quali i tempi per la sua adozione. Infine, vorremmo conoscere il giudizio dell'Esecutivo per quanto attiene agli aspetti di sua competenza, sui contenuti del regolamento dell'Agcom, di cui all'allegato A della delibera n. 398/2011/CONS, la cui adozione potrebbe avvenire a breve. Se infatti è vero che i costi della pirateria digitale non sono trascurabili e determinano mancati introiti per l'industria culturale e che la cultura della legalità deve essere perseguita da tutte le istituzioni, è innegabile e non contrattabile che un diritto materiale non possa e non debba vincolare un diritto inalienabile quale la libera espressione.

    PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Paolo Peluffo, ha facoltà di rispondere.

    PAOLO PELUFFO, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevoli deputati, ringrazio gli onorevoli Barbaro, Della Vedova, Giulietti, Rao e Beltrandi che hanno presentato questa interpellanza perché mi consente di chiarire in quale direzione si sta muovendo il Governo, Pag. 14nella sua responsabilità, in relazione alla tutela del diritto d'autore, ma anche con riferimento alla libertà e alla diffusione dei prodotti della cultura e dell'ingegno italiano all'interno della rete, che sono essi stessi un interesse pubblico primario per un Paese che ha ancora un problema di scarsa lettura ed un divario da colmare nella formazione del capitale umano, e soltanto attraverso la diffusione degli strumenti della lettura e della conoscenza si può colmare questo divario che è ancora piuttosto elevato.
    Noi abbiamo visto che la rete - attraverso i social network - sta funzionando come un moltiplicatore potentissimo della lettura e della conoscenza. Ogni giorno, sui social network vengono diffusi, commentati e trasferiti due milioni e mezzo di articoli prodotti dal giornalismo italiano.
    Questo interesse pubblico va commisurato e bilanciato con un secondo interesse pubblico: mi riferisco al fatto che debba continuare ad esistere una filiera di creazione del valore attraverso la produzione della conoscenza, che conservi l'esistenza del settore dell'editoria, del cinema, della musica e del design industriale di produzione nazionale; noi infatti ci confrontiamo all'interno di una rete dove la stessa presenza dell'impulso della cultura italiana e della creatività italiana è a rischio, in un settore estremamente oligopolistico, perché - come voi sapete - si tratta di sistemi integrati di carattere verticale.
    Se andate a vedere i corsi di lingua italiana presenti su iTunes, al momento sono meno di quelli della lingua kazaka. Quindi, se lasciamo fare al mercato, così come è costruito a livello internazionale, avremo un problema a difendere il prodotto dell'ingegno ed a finanziarne la produzione.
    Questi due interessi pubblici sono la base sulla quale, all'interno del tavolo dell'agenda digitale, si è avviata da parte del Governo una riflessione su come eventualmente regolamentare il settore. Quando è stato fatto un primo cenno nel mese di marzo ed è stata diffusa una prima bozza di lavoro, la riflessione era veramente ad un livello iniziale. Quindi, posso dirvi, in primo luogo, che il testo della bozza che è uscita non è il testo sul quale si sta riflettendo, in secondo luogo, che il Governo sta riflettendo su un disegno di legge all'interno del più ampio disegno di legge che nel giro di alcune settimane potrebbe essere elaborato in materia di promozione della meritocrazia nel sistema Paese.
    Si tratta di un disegno di legge e al Parlamento verrà richiesto un approfondito dibattito in questo senso. Sarà una proposta per affrontare questa tematica ed avrà un carattere sensibilmente diverso, per certi aspetti opposto, rispetto a quello assunto, per esempio, dalla Repubblica francese, dove il meccanismo Hadopi punta a colpire, sanzionare e multare l'utente finale. Non si tratterà, come era stato anticipato impropriamente, di inibire l'accesso ai siti, ma di disattivare singoli prodotti piratati da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con un regolamento che dovrà adottare dopo l'approvazione eventuale della norma, che sarà comunque portata all'attenzione prima del Consiglio dei ministri e poi eventualmente trasmessa al Parlamento. Quindi, non avrà alcun carattere repressivo e sarà accompagnato da politiche di diffusione e promozione dei contenuti.
    Abbiamo già detto agli editori che sono stati auditi nel corso del cosiddetto tavolo digitale che il problema va visto da due lati: da una parte, è giusto tutelare il diritto d'autore come base della creazione e del valore della creatività dell'industria italiana in questi settori sensibili, dall'altra parte, questo non deve essere un freno perché i prodotti diffusi nella rete siano più numerosi, facilmente accessibili tecnicamente e - diciamolo - meno costosi e, quindi, siano diffusi a prezzi ritenuti equi dalla rete, non a prezzi che si immagina siano quelli che derivano dalla tradizione della vendita dei prodotti culturali in libreria o nella rivendita dei DVD. Il terzo punto essenziale dell'ipotesi di disegno di legge è che questa azione - su due dati e non su un solo lato - non è repressiva, ma atta ad inibire il furto, che danneggia la possibilità di finanziare la produzione in Pag. 15una lingua, che - lo voglio ricordare - interessa 90 milioni di utenti e non 900 milioni di utenti, come lo spagnolo, o un miliardo e mezzo di utenti come l'inglese, e che quindi va difesa con particolare energia. Infatti, avere una base di mercato più piccola è diverso. Questo aspetto deve essere accompagnato da una politica di alfabetizzazione delle aree sociali marginali non raggiunte dal digitale, soprattutto lavorando attraverso la scuola. Quindi, saranno previste specifiche politiche di educazione all'uso consapevole e allo sfruttamento dei contenuti diffusi dalla rete, che - ripetiamo - è perfettamente chiaro al Governo che sono d'interesse generale.

    PRESIDENTE. L'onorevole Barbaro ha facoltà di replicare.

    CLAUDIO BARBARO. Signor Presidente, signor sottosegretario, le annuncio subito di essere personalmente e, a nome del gruppo Futuro e Libertà per il Terzo Polo, soddisfatto della sua risposta, anche se debbo dirle che, pur avendo ascoltato con estremo interesse la sua lunga ed esauriente disquisizione tecnica, ad un certo punto ho temuto che questa portasse verso la solita e classica affermazione di principio che poi non sfocia in nessuna applicazione di carattere pratico e completamente priva di efficacia.
    Però devo dire che l'annuncio relativo alla presentazione di un disegno di legge, e quindi lo spostamento dell'attenzione in sede parlamentare per quello che riguarda la discussione, credo che debba essere considerato in termini estremamente soddisfacenti, perché il vuoto normativo non poteva essere colmato altrimenti e soprattutto - lo abbiamo anche illustrato in sede di esame preliminare dell'interpellanza - non poteva, ovviamente, in termini di opportunità coincidere con la scadenza dell'organo dell'Agcom.
    Non intendo aggiungere altro. Mi sembra del tutto evidente che abbiamo spostato nuovamente l'attenzione, in una materia così complessa e delicata, all'interno della sua naturale sede legislativa, ossia il Parlamento.

    08.05.2012 Spataro
    Fonte: Camera




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