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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Internet e il diritto d'autore non sono solo per fini commerciali

Nozioni che andrebbero ripescate dai lavori del primo corpus normativo del XIX secolo.
Simone Aliprandi

 

Indice generato dai software di IusOnDemand
su studi di legal design e analisi testuali e statistiche

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    "Il diritto d'autore nell'era digitale: comportamenti, percezione sociale e livello di consapevolezza"Un questionario per indagare alcuni aspetti sociologici relativamente al diritto d'autore nell'era digitale: i comportamenti più comuni degli utenti, la percezione sociale del fenomeno e il livello di consapevolezza delle principali problematiche. 
    Perché e come?

    La nostra vita digitalizzata
    Fino a pochi anni fa, prima dell'avvento delle tecnologie digitali e di Internet come fenomeno di massa, il diritto d'autore era una materia di stretta competenza degli "addetti ai lavori": editori, autori professionisti, avvocati, agenzie, case produttrici...
    Nel giro di poco tempo tutti noi ci siamo trovati fra le mani "aggeggi" anche relativamente economici capaci di copiare, modificare e diffondere opere creative di qualsiasi tipo: filmati, musiche, testi, immagini... L'uso di questi nuovi device (siano essi computer, palmari, smartphone), specie se interconnessi alla rete, diventa qualcosa di rivoluzionario per i modelli di distribuzione delle opere tutelate dal diritto d'autore. Tutti diventiamo potenziali creatori, copiatori, rielaboratori e ridistributori di materiali creati da noi stessi ma anche e sopratutto di materiali creati da altri e di cui altri detengono i diritti d'autore.
    Queste azioni sono diventate ormai parte della nostra vita quotidiana; si sta addirittura affermando una nuova generazione (i cosiddetti nativi digitali) di persone che sono nate e cresciute con queste nuove prassi nel DNA e che non riescono nemmeno ad immaginare un mondo analogico, fatto di dischi in vinile e di compilation musicali su cassette magnetiche realizzate registrando i brani dalla radio.

    Il diritto d'autore non più per addetti ai lavori
    Proprio in questo contesto il tema del diritto d'autore è uscito dalla nicchia degli addetti ai lavori diventando argomento di discussione in mailing list, forum, gruppi, social network e oggetto di gran moda per eventi, conferenze e dibattiti pubblici, spesso frequentati da semplici utenti di Internet che si sentono incuriositi dal tema e in qualche modo chiamati in causa (proprio sulla scia delle nuove forme di distribuzione dei contenuti creativi che abbiamo descritto sopra).

    Cosa pensa la grande massa?
    Svolgendo attività di divulgazione e formazione proprio in quel campo, mi sono spesso trovato a percepire la discrasia fra il livello di complessità delle tematiche emerse negli ultimi anni in materia di diritto d'autore e il livello di consapevolezza su di esse da parte degli utenti comuni di Internet e delle nuove tecnologie. Libri, articoli e atti di convegni sono stati pubblicati a firma di illustri studiosi... ma poi la grande massa degli utenti, che appunto non ha necessariamente un background giuridico e tecnico alle spalle, che cosa ne pensa veramente? Mai nessuno se n'è preoccupato seriamente, se non per fare ricerche di mercato volte a misurare i comportamenti dei consumatori di contenuti creativi.

    La Rete non é usata solo a fini commerciali
    Io tuttavia non credo che si possa sempre parlare di "consumatori". Accedere alla rete per cercare e condividere contenuti creativi non è necessariamente un'attività con una connotazione commerciale. 

    Il questionario
    Per la mia tesi di dottorato ho dunque progettato una ricerca mirata ad indagare proprio questi aspetti; si intitola "Il diritto d'autore nell'era digitale: comportamenti, percezione sociale e livello di consapevolezza" e si presenta come un questionario con domande a risposta multipla da compilare in forma anonima da qualsiasi computer connesso alla rete.
    La notizia di questo questionario è stata diffusa fin dall'inizio di febbraio attraverso varie mailing list e social network e fin da subito la ricerca ha riscosso un certo interesse.
    Rivolgo quindi un invito alla partecipazione, compilando il questionario che si trova a questo link
    Il questionario esiste in versione italiana e inglese. Per la diffusione ad amici e conoscenti, su Facebook, c'é un'apposita "like-page" da condividere.
    I dati raccolti, una volta elaborati e descritti nella tesi, verranno resi pubblici e disponibili in modalità open access con una licenza copyleft, come è stato per tutte le mie altre pubblicazioni. Ciò potrà quindi fungere da base di partenza o di confronto per eventuali altre ricerche.

    ^ *
    Simone Aliprandi svolge da anni un'intensa attività di divulgazione nel campo del diritto delle nuove tecnologie e più nello specifico dei nuovi modelli per il diritto d'autore. Gestisce dal 2005 il progetto Copyleft-Italia.it e ha pubblicato alcune utili pubblicazioni in quel settore. Attualmente è impegnato in un'Internship presso la sede centrale di Creative Commons a San Francisco e nello stesso tempo sta concludendo un dottorato di ricerca internazionale in Società dell'Informazione presso l'Università Bicocca di Milano.

    17.02.2011 Simone Aliprandi
    Simone Aliprandi


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