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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Wifi 28.10.2010    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

L'interrogazione sul Wifi a Maroni alla Camera

"Superare Pisanu": no al controllo del wifi, si' al controllo di tutta la rete ?

 

S

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata. (Iniziative per contemperare le esigenze di pubblica sicurezza e lo sviluppo del sistema di accesso senza fili alla rete Internet - n. 3-01307) PRESIDENTE. L'onorevole Crosio ha facoltà di illustrare l'interrogazione Reguzzoni n. 3-01307, concernente iniziative per contemperare le esigenze di pubblica sicurezza e lo sviluppo del sistema di accesso senza fili alla rete Internet (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario. JONNY CROSIO. Signor Presidente, noi intendiamo interrogare il Ministro dell'interno sulla questione dell'accesso libero alle reti wi-fi, nella consapevolezza che tali reti rappresentano una risorsa sociale molto importante per tutta la cittadinanza, in modo particolare per le fasce della popolazione economicamente svantaggiate. Ricordiamo come l'articolo 7 del decreto-legge del 27 luglio 2005, n. 144, recante «Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale», a fini appunto antiterroristici detta i limiti nell'accesso ai servizi wireless pubblici, stabilendo una trafila burocratica per richiedere la licenza alla questura e l'obbligo di registrazione da parte degli esercenti interessati ad offrire accesso wi-fi ai propri clienti ed utenti. Di conseguenza, crediamo che il sistema attuale scoraggi i gestori dall'intraprendere tale investimento, e spesso si ricorre ad una soluzione di connessione a pagamento. PRESIDENTE. La invito a concludere. JONNY CROSIO. Sappiamo che il Ministero dell'interno, pur riconoscendo la grande utilità sociale del wi-fi libero, ha presentato un dossier sulla sicurezza pubblica relativo a tale fattispecie, sottolineando comunque la volontà di trovare soluzioni. Chiediamo quindi, Ministro, quali iniziative intenda intraprendere al fine di rivedere l'attuale normativa, per trovare soluzioni che contemperino le esigenze di sicurezza e lo sviluppo delle potenzialità del sistema wi-fi. PRESIDENTE. Il Ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha facoltà di rispondere. ROBERTO MARONI, Ministro dell'interno. Signor Presidente, ringrazio gli interroganti perché si tratta di un tema di grande attualità, e che sta suscitando un dibattito molto interessante: contemperare le esigenze di sicurezza, legate ai controlli che in base al cosiddetto decreto-legge Pisanu, la norma che lei ha citato, hanno consentito alle forze dell'ordine e alla magistratura di sventare importanti minacce terroristiche, con l'esigenza di liberalizzare il wi-fi, la banda larga, consentendo a tutti gli utenti, ai cittadini libero accesso. Questo è l'obiettivo che mi propongo, di valutare quale equilibrio raggiungere tra le due esigenze. La norma è stata efficace: è servita per sventare alcune minacce sul versante del contrasto al terrorismo. Vorrei per esempio citare l'Operazione «Hammam» del 2007, con l'arresto di tre cittadini marocchini, tra cui l'imam della moschea perugina di Ponte Felcino, all'interno della quale era stato accumulato materiale informatico scaricato da Internet sull'uso di armi ed esplosivi da utilizzare per la formazione di aspiranti jihadisti; l'Operazione «El Khit», del 2008, che ha portato all'arresto di cinque tunisini a Bologna; l'Operazione «Wassiya», del 2008 e 2009, con l'arresto per terrorismo internazionale di due cittadini francesi attivi nel reclutamento di jihadisti attraverso Internet; più recentemente, un'operazione, grazie sempre al decreto-legge cosiddetto Pisanu, che ha condotto all'arresto a Napoli di un estremista islamico franco-algerino colpito da mandato di arresto europeo. L'arrestato aveva comunicato con altri terroristi utilizzando proprio gli Internet point: grazie alla norma Pisanu siamo riusciti a prenderlo. Altre indagini, ancora, tra cui quelle seguite al fallito attentato suicida avvenuto nel 2009 all'ingresso di una caserma a Milano, che ha rivelato come l'attentatore avesse intrapreso il proprio percorso di radicalizzazione anche grazie alla navigazione in Internet. Pag. 40 Ma anche nel contrasto alla criminalità organizzata, vorrei citare solo la recente operazione condotta dalla polizia postale e dalla squadra mobile di Roma, con la quale è stata sgominata un'organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti. La norma ci ha consentito l'identificazione di responsabili di crimini informatici: pedofilia, frodi online, cyberstalking, violazione del diritto di autore. Le indagini riguardanti la pedofilia online hanno portato all'individuazione di circa 7 mila persone, con operazioni anche a carattere internazionale. PRESIDENTE. La invito a concludere. ROBERTO MARONI, Ministro dell'interno. Nel settore delle frodi on line - clonazione di carte di credito e di bancomat - la polizia ha perseguito oltre quindicimila persone, quindi la norma del 2006 funziona. Detto questo, in questi anni c'è stata un'evoluzione tecnologica che mi consente di dire che si può trovare una soluzione diversa dalle restrizioni del decreto-legge Pisanu che consenta comunque l'attività investigativa. È mio intendimento - ci stiamo lavorando da tempo - portare la prossima settimana in Consiglio dei Ministri una proposta che ci permetta di superare il decreto Pisanu, che come sapete scade il 31 dicembre 2011, liberalizzando il wi-fi ma garantendo le informazioni che consentano alla magistratura ed alla polizia di proseguire le indagini che ho citato. PRESIDENTE. L'onorevole Crosio ha facoltà di replicare. JONNY CROSIO. Signor Ministro, la ringrazio. La sua risposta ci soddisfa e ci tranquillizza. Ribadiamo che, come gruppo Lega Nord Padania, siamo consapevoli del fatto che alcuni adempimenti meramente burocratici vadano snelliti nel nostro Paese, anche per quanto riguarda la questione delle infrastrutture di rete. Inoltre, come gruppo Lega Nord Padania, abbiamo sempre affermato, sia in Assemblea sia in Commissione, nelle varie risoluzioni che abbiamo presentato, che tutte le azioni, sia per quanto riguarda le infrastrutture di rete, sia per quanto riguarda il sistema di gestione della rete stessa, debbano rientrare all'interno di un vero progetto globale per il Paese. Affermazioni spot - come abbiamo sentito in queste settimane - purtroppo lasciano il tempo che trovano, e vedo che comunque l'azione del Governo è diametralmente opposta. Per questo non siamo d'accordo con chi vuole una rete in cui le procedure siano il «libero tutto», o con chi fa richieste spot senza solidi fondamenti. Ribadiamo che la rete è un patrimonio della società e del Paese, e come tale deve essere tutelata e valorizzata. Qui le sue parole ci confortano perché pensiamo al grosso problema della pedopornografia che gira sulla rete (e se ne parla sempre troppo), e so che a tal proposito lei sta facendo delle azioni mirate e forti attraverso la conclusione di patti bilaterali con quei Paesi emergenti in cui purtroppo troppo spesso si trovano questi hosting, così chiamati, in cui vengono depositate porcherie d'ogni genere. Quindi, vigilare e tutelare la rete non vuol dire - a nostro parere - limitare l'espansione della rete. Chiediamo pertanto - e credo che troveremo soddisfazione - una programmazione forte e coerente con le esigenze del nostro Paese, con le esigenze di un Paese che vuole essere sempre più moderno ed al passo coi tempi. La sua azione, Ministro Maroni, e quella del Governo ci soddisfano e tranquillizzano per il prossimo futuro (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).

28.10.2010 Spataro
Fonte: Camera




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