Civile.it
/internet
Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

Il dizionario e' stato letto volte. Scarica l'app da o da



Segui via: Email - Telegram
  Dal 1999   spieghiamo il diritto di internet  Store  Caffe20  Dizionario  App  Video Demo · Accesso · Iscrizioni    
             

  


Gli adempimenti privacy per la tua attività
adv iusondemand
Buzz 20.04.2010    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

I Garanti chiedono piu' privacy per Buzz

INTERNET: GARANTI PRIVACY CHIEDONO A GOOGLE PIUí TUTELE PER GLI UTENTI

Con il nuovo social network Google Buzz a rischio la privacy di milioni di persone

 

Indice

  • Con questo comportamento è stato
I

Il Garante italiano e altre Autorità di protezione dei dati, in rappresentanza di oltre 375 milioni di persone, hanno chiesto a Google Inc. e ad altre multinazionali un rigoroso rispetto delle leggi sulla privacy in vigore nei paesi in cui immettono nuovi prodotti on line.

 

Nella lettera firmata dai presidenti delle Autorità di protezione dati di Italia, Canada, Francia, Germania, Irlanda, Israele, Olanda, Nuova Zelanda, Spagna e Gran Bretagna, si esprime profonda preoccupazione per il modo in cui Google affronta le questioni legate alla privacy, in particolare per quanto riguarda il recente lancio del social network, Google Buzz.

 

“Troppo spesso – si afferma nella lettera - il diritto alla privacy dei cittadini finisce nel dimenticatoio quando Google lancia nuove applicazioni tecnologiche. Siamo rimasti profondamente turbati dalla recente introduzione dell’applicazione di social networking  Google Buzz, che ha purtroppo evidenziato una grave  mancanza di riguardo per  regole e norme  fondamentali in materia di privacy. Inoltre, questa non è la prima volta che Google non tiene in adeguata considerazione la tutela della  privacy quando lancia nuovi servizi”.

 

Le dieci Autorità di protezione dei dati sottolineano, inoltre, che i problemi di privacy  legati al lancio di Google Buzz avrebbero dovuto essere “immediatamente evidenti” alla stessa azienda.

 

Infatti, attraverso Google Buzz, Google mail (o Gmail), nato come un servizio di posta elettronica  one-to-one  tra privati,  è stato improvvisamente  ‘trasformato’ in social network. Questo è avvenuto perché, in modo del tutto autonomo, Google ha assegnato ad ogni utente di Google Buzz una rete di “amici” (followers)  ricavati dalle persone con cui l’utente risultava comunicare più spesso attraverso Gmail. Ciò senza informare adeguatamente gli interessati di quanto si stava facendo e senza specificare le caratteristiche del nuovo servizio, impedendo in questo modo agli utenti di esprimere un consenso preventivo e informato.

 

Con questo comportamento è stato violato un principio fondamentale e riconosciuto a livello mondiale in materia di privacy: ossia, che spetta alle persone controllare l’uso dei propri dati personali.

 

Le Autorità riconoscono che Google non è l’unica società ad avere introdotto servizi online senza prevedere tutele adeguate per gli utenti. Tuttavia, sollecitano Google a dare l’esempio, “in quanto leader nel mondo online”, incorporando meccanismi a garanzia della privacy direttamente in fase di progettazione di nuovi  servizi on line.

 

La lettera si chiude con la richiesta a Google di spiegare come intenda assicurare che in futuro le norme in materia di protezione dati vengano rispettate prima del lancio di nuovi prodotti.

 

Roma,   20 aprile 2010

20.04.2010 Spataro
Fonte: Garante Privacy




Segui le novità in materia di Buzz su Civile.it via Telegram
oppure via email: (gratis Info privacy)



Dossier:



dallo store:
visita lo store

Altro su Buzz:


"Una storia non e' mai soltanto una storia" - Babakar Mbaye Ndaak


Spieghiamo contratti, ecommerce, privacy e il diritto di internet su Civile.it dal 1999



Tinyletter - I testi sono degli autori e di IusOnDemand srl p.iva 04446030969 - diritti riservati - Privacy - Cookie - Condizioni d'uso - in