Civile.it
/internet
Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

Il dizionario e' stato letto volte.



Segui via: Email - Telegram
  Dal 1999   spieghiamo il diritto di internet  Store  Podcast  Dizionario News alert    
             

  


Decreto romani 02.03.2010    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Aiip: il decreto Romani istitituisce il grande fratello di Stato e responsabilità per isp e service provider

DECRETO TV: AIIP, ISTITUITO IL GRANDE FRATELLO DI STATO COMUNICATO STAMPA - grassetto a cura di Spataro
Spataro

 

Indice generato dai software di IusOnDemand
su studi di legal design e analisi testuali e statistiche

D

DECRETO TV: AIIP, ISTITUITO IL GRANDE FRATELLO DI STATO


Il Decreto legislativo approvato ieri dal Consiglio dei Ministri come recepimento della Direttiva 2007/65/CE, va ben oltre il testo comunitario ed istituisce il primo Grande Fratello di Stato (senza che l'Europa lo abbia previsto)

[Roma] 2 marzo 2010 - L’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP) esprime sconcerto e preoccupazione a seguito della pubblicazione su organi di stampa del testo del Decreto di recepimento della direttiva 2007/65/CE, come sarebbe stato approvato dal Consiglio dei Ministri.


Il decreto legislativo prevede infatti che l'Autorità per le Comunicazioni può imporre agli operatori di accesso e internet provider di adottare misure tecniche per proteggere i diritti delle emittenti televisive, come ad esempio il filtraggio dell'accesso alla rete, l'oscuramento di siti e il blocco di servizi.


In questo modo, si sottraggono pericolosamente tali attività al controllo della magistratura civile e penale, trasformando di fatto i provider in sceriffi della rete e violando la vita privata di tutti i cittadini, innanzi tutto di quelli che rispettano la legge.

Questo, purtroppo, è solo uno dei numerosi difetti del provvedimento che si tradurranno, a breve, in danni concreti per i diritti della persona e la libertà di impresa.

Le modifiche introdotte non rispecchiano, se non in parte, le indicazioni delle Commissioni Parlamentari e il risultato è che il testo è ancora in molti punti diverso dalla originaria Direttiva Servizi Media Audiovisivi che vorrebbe attuare.
Benchè i siti privati, i siti non commerciali, i blog e i quotidiani online non debbano più formalmente sottostare alle norme del Decreto, AIIP ha la sensazione che vi sia stato un “giro di vite” sulla possibilità di offrire legittimamente accesso ad Internet e servizi del web 2.0 in Italia.


Il Decreto sembra istituire un regime di controllo per cui sia l’Internet Provider che il Service Provider sono potenziali responsabili editoriali, persino per le violazioni del diritto d’autore compiute da terzi tramite audiovisivi.


Manca completamente ogni riferimento ai basilari principi della Direttiva Commercio Elettronico, che, nel testo comunitario dei Servizi Media, sono richiamati molte volte. Sono i principi alla base del funzionamento di Internet. Prevedono che chi fornisce l’accesso e si limita a trasportare i “pacchetti dati” non è responsabile del contenuto. La loro mancata menzione, unita ad un’ambigua stesura delle norme, comporta che non è certo che il fornitore del solo trasporto sarà esente da responsabilità per il servizio media trasportato e, inoltre, non è certo che il contenuto di terzi non sarà responsabilità della piattaforma ospitante.

La conseguenza prevedibile sarà che ogni impresa dovrà istituire controlli e censure e, comunque, ridurre le possibilità di violare le norme alla base. Si tratta di gravissime violazioni della disciplina comunitaria.


Inoltre, riferimenti alla disciplina del diritto d’autore sul web introdotti dal Decreto non sono previsti a livello comunitario in nessuna direttiva ed aggravano questa sensazione di “giro di vite” sulla libertà di fare impresa sul web.


Se questo sarà il regime giuridico dell’accesso ad Internet e del “web 2.0 italiano” in Italia, ^ non solo si ridurrà di molto il mercato dei servizi web 2.0 basati su audiovisivo a tutto beneficio degli Stati che avranno dato corretta attuazione alla Direttiva, ma si pongono i presupposti per vanificare il diritto costituzionale di utilizzare internet per manifestare liberamente il proprio pensiero.

02.03.2010 Spataro
Aiip


Podcast e canali video: non ci sono nuovi obblighi di iscrizione al Roc
Youtube, in quanto social network, non e' una televisione: Question Time alla Camera
AGCOM: il testo dei regolamenti relativi al decreto Romani (web tv, podcast, radio)
Decreto Romani: oggi parola all'Agcom - aggiornato
La storia delle tv libere italiane
Apple e Google Tv: dove va il multimedia in Italia, decreto Romani permettendo ?
Femi si accorge del Decreto Romani e avvisa le micro web tv
Video on line: 3000 euro all'anno e iscrizione al roc con il decreto Romani
Decreto Romani: blog, quotidiani e contenuti amatoriali
Il decreto Romani e' il d.lgs n.44 del 15.3.2010 - Pdf in A4 e A5



Segui le novità in materia di Decreto romani su Civile.it via Telegram
oppure via email: (gratis Info privacy)


Dossier:



dallo store:
visita lo store






Dal 1999 il diritto di internet. I testi sono degli autori e di IusOnDemand srl p.iva 04446030969 - diritti riservati - Privacy - Cookie - Condizioni d'uso - in 0.08