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Professione Seo 14.10.2009    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Professione Seo e contrattualistica: il contratto di consulenza #2

Nella foto: Mettiamo a fuoco i ruoli Photo courtesy of mancity

 

Indice

  • CONCLUSIONE
L

Le prestazioni di chi fa consulenza SEO #2



Abbiamo introdotto il tema della contrattualistica e della Seo nella prima parte:  Professione Seo e contrattualistica: iniziamo a parlarne #1.

Ci siamo lasciati ripromettendo di studiare la materia e riferirvi i risultati.

Nel frattempo abbiamo contattato alcuni amici che si occupano di Seo per guardare con loro l'indice di una monografia in materia.

Le reazioni sono state varie. Devo dire che le risposte piu' professionali hanno riconosciuto che mancava qualcosa nel loro bagaglio. Le nozioni base di diritto.

Abbiamo cercato sul web e devo dire che ho trovato con facilità interventi di chi promette meraviglie e di chi invece promette semplicemente di fare andare meglio le cose.

Tra tutti Luca Conti, che con il suo Fare Business con Facebook ribadisce come Facebook non vende di piu', ma gestisce in modo nuovo i rapporti con i clienti.

Insomma, c'e' tante carne al fuoco.

Sono certo che chi lavora da tempo nella SEO non troverà nulla di nuovo, se non una visione d'insieme che manca perche' non si collega quello che si fa agli obblighi contrattuali. Che, a mio parere, e' parte importante della professionalità di ogni individuo.



PARTIAMO DA TRE



Secondo me le prestazioni tipiche di chi lavora in questo settore sono tre, non due come si dice solitamente:

  1. ottimizzazione Seo
  2. Sem (gestione portafoglio acquisti spazi promozionali)
  3. Presenza sui social network


Lo sviluppo del punto tre, presso le aziende, segue la chiusura del mercato Seo.

Chi ha capito che doveva ottimizzare il sito l'ha fatto. Chi non l'ha fatto non ci si aspetta lo faccia oggi.

Piu' semplice gestire il budget pubblicitario (piu' facile nel senso che e' piu' vicino alla logica aziendale).

La presenza sui Social Network invece proprio fatica a crescere, se non grazie alla presenza di illuminati.

Tutto si scontra sulla dirigenza, se capisce di internet o parla di consulenti “che fanno telelavoro”.



OTTIMIZZAZIONE SEO



Si intende l'insieme delle tecniche per migliorare la ricercabilità dei contenuti pubblicati sui siti.

E' evidente che e' inutile scrivere un testo per il pubblico se poi non ci si preoccupa di rendere il testo trovabile.

La prestazione si offre con piu' strumenti e con diversi risultati.

La riscrittura delle pagine, con tecniche che offrono titoli pertinenti, parole chiave, pochi link, poco flash, css, sono legate a gusti personali e/o a risultati misurati scientificamente.

E' necessario in questo caso non solo conoscere le tecniche (l'html, ajax, flash, etc etc) ma anche il funzionamento del motore di ricerca Google (monopolista di fatto) e delle tecniche di penalizzazione o meno che il motore adotta.

Da una parte conoscere gli standard. Dall'altra sapere cosa fa Google per indicizzare.

Se la prima parte si puo' studiare facilmente, la seconda resta aleatoria. Google spiega alcuni comportamenti, consiglia delle tecniche, ma a volte questo non basta.

Perche' per essere al meglio si dovrebbero struttura pagine come vuole Google, certamente, ma non come vuole il cliente che giustamente vuole il proprio sito, non un blog come lo vuole Google.

Questo sotto il profilo strumenti, riducendo il discorso per non diventare noiosi.

Sotto il profilo risultati i problemi sono notevoli.

Vi e' chi, parlando di ottimizzazione della Seo, parla poi di presenza in rete nei social network. C'e' da aver paura di chi confonde i piani.

Un conto e' ottimizzare un sito, un conto e' integrarlo con una presenza sui social network.

Un conto e' creare qualcosa di nuovo che prima non c'era, un altro conto rendere efficace quanto fatto.

Comprendo che ci sono logiche di presentazione utili ad ottenere l'incarico, ma la presenza sui social network fa aumentare il rapporto con i clienti, non migliora la rintracciabilità di qualcuno su internet, se non approfittando dell'indicizzazione dei social network nei motori di ricerca.

Se tra i risultati posso indicare quello di riscrivere meglio un sito, piu' difficilmente posso indicare tra i risultati un posizionamento tra i primi 10. Con quali parole chiave ? Come posso garantire la prestazione di un terzo  (Google) che, nelle condizioni d'uso, espressamente si riserva di cambiare le logiche di posizionamento ?

Si tratta, in poche parole e per farla breve, di definire con chiarezza cosa si vuole fare e quale risultato raggiungere.

Se la presenza in rete di una azienda richiede una adeguata professionalità che spazi su tanti campi, e' proprio l'indicazione di questi campi che va menzionata nel contratto.

Escludere la presenza su Facebook in un contratto dove, al massimo, si deve rifare il sito perche' ogni pagina abbia il proprio titolo, deve servire per evitare ricatti del committente (della serie: "fammi anche questo !").

Sull'altro fronte il consulente dovra' dare una misura della prestazione fornita. Chi consegna 1000 litri di gasolio rilascia una bolla di consegna, firmata da chi riceve la merce.

Il Seo deve farsi firmare una ricevuta di consegna del lavoro fatto, meglio scritto e firmato dal consulente. E farsi firmare, o concordare una ricevuta analoga, ogni modifica richiesta, concordata e fornita.

Insomma: indicare esattamente la propria professionalità impedisce di chiedere prestazioni che esulano dal vostro ambito.

Ci manca solo che chiedano la riscrittura della struttura di un database ...



CONCLUSIONE



Mi sono limitato alla prima parte: individuare i mezzi e i risultati.

Questo puo' anche essere un percorso per gradi, ma e' importante che contenga dei momenti certi, senza rinvii senza scadenze precise.

Tu mi chiedi una cosa, io te la faccio, tu me l'accetti.

Cosi' anche i pagamenti devono andare insieme all'esecuzione, sia prevedendo acconti che saldi, a scadenze certe.

Perche' e' nell'incertezza che deve intervenire l'avvocato prima e il giudice dopo, perdendo tempo e soldi per dimostrare di avere ragione.

Ma, ricordiamolo, il contratto serve per quando non si va piu' d'accordo, quando una delle parti fa meno o l'altra chiede di piu'.

La quantificazione del dovuto non e' un vago sentimento di giustizia, ma semplicemente una valutazione economica.

La fornitura gratuita di servizi ci puo' sempre essere. Quello che non deve mancare e' il metodo per quantificare la prestazione fornita, quando va remunerata.

14.10.2009 Spataro
Fonte: Spataro




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