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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Web2.0 14.10.2009    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

La privacy sui siti del 2.0 e la nozione di cloud computing per Larry Ellison, Oracle

Il web2.0 e' veramente una cosa nuova. E' bene parlarne insieme per capire meglio.

 

Indice

    C

    Credo che sia la prima volta a dire che il Garante della Privacy e' al pari del mercato ed e' in grado di spiegare cosa sono i social network, quello che e' stato chiamato il 2.0:

    "I social network (Facebook, MySpace e altri) sono “piazze virtuali”, cioè dei luoghi in cui via Internet ci si ritrova portando con sé e condividendo con altri fotografie, filmati, pensieri, indirizzi di amici e tanto altro. " da Garante Privacy: "Social network, attenzione agli effetti collaterali"

    C'e' poco da aggiungere, anzi nulla.

    Chi va su Twitter, FriendFeed, Facebook fa partecipa gli altri di quello che volontariamente mette a disposizione di tutti.

    Non e' una idea nuova. Pubblicare una pagina sul web significa metterla a disposizione del pubblico. Tutti la possono vedere, linkare, segnalare, verranno indicizzati dai motori di ricerca ed ognuno e' responsabile di quello che realizza nella pagina.

     

    LE ASPETTATIVE DI PRIVACY SUI SOCIAL NETWORK

    Leggo oggi:

    "When users entrust a social network with their personal data, they do so hoping the information is not taken for granted. That is, we expect a bit of privacy with regards to the data we leave on such sites." (Writersdepot)

    Traduco:

    "Gli utenti che affidano ai social network i propri dati personali, sperano che le informazioni non siano date per autorizzate. Cosi' e' ci aspettiamo un poco di privacy a riguardo dei dati che lasciamo su questi siti.

    Niente di piu' sbagliato. Basta leggere le policy d'uso che si accettano quando si usano questi siti che dicono chiaramente che i dati inseriti sono forniti al pubblico e che espressamente, per la natura del 2.0, vengono condivisi con chiunque lo desideri, anche su altri siti.

    Significa, in diversi termini, comunicare con chiunque, senza limiti di sito o di protocollo.

    Su FriendFeed mi trovo i post che metto su Twitter, e a loro volta mi vengono rimandati da FriendFeed tramite Rss e Messaggeria istantanea. E' la condivisione del sapere aperta e senza limiti tecnici.

    Puo' non piacere, ma pare che il Garante l'abbia capito prima di altri commentatori. Ripetiamolo:

    "I social network (Facebook, MySpace e altri) sono “piazze virtuali”, cioè dei luoghi in cui via Internet ci si ritrova portando con sé e condividendo con altri fotografie, filmati, pensieri, indirizzi di amici e tanto altro. " da Garante Privacy: "Social network, attenzione agli effetti collaterali" .

    Se le condizioni d'uso indicano che compito del servizio e' diffondere in ogni modo i contenuti, come possiamo lamentarcene ?

     

    IL CLOUD COMPUTING

    Il problema riguarda un po' il cloud computing, termine nuovo che per Larry Ellison, Oracle's ceo, afferma non essere nulla.

    Il cloud computing secondo lui non esiste. Esistono macchine collegate in rete, con i loro sistemi operativi e i loro software per gestire server. Cloud computing e' una nozione di rete che punta l'accento sul fatto che posso spostare i dati da una macchina all'altra velocemente. Come avviene in rete.

    La nozione citata quindi va ridimensionata alla nozione di rete, senza creare una nuova categoria di sicurezza per chi si trova nel cloud computing:

    "#Security: la protezione della rete è un pre-requisito per l'adozione del #cloud computing http://bit.ly/5Y7ba" citata da Stefano Bendandi che ringrazio

    Ancora:

    "Security researchers are warning that Web-based applications are increasing the risk of identity theft or losing personal data more than ever before."csoonline

    Insomma: come ogni volta che si va in rete, e si lasciano i dati altrove, il rischio esiste. Nel cloud computing diciamo che, per come e' proposto il servizio, sembra che i computer possano mettersi i piedi, andarsene via, ed essere sostituiti, facendo temere per la fine dei dati che erano su un hard disk e ora sono, anche, su un altro hard disk, senza che ci accorgiamo che qualcuno li ha portati via. 

    Cosa che peraltro chiunque possa mettere le mani su una macchina puo' fare anche oggi, quindi nulla di nuovo, se non rammentando quanto il Garante ricorda agli amministratori di sistema.

     

    E' QUALCOSA DI COMPLETAMENTE NUOVO ?

    No. Ricordate i Newsgroups ? Li trovate oggi su Google mescolati con i Gruppi di Google.

    Si tratta di servizi ai quali si accede senza identificarsi e partecipando alle discussioni, che vengono copiate in mille altri server nel mondo, tutti coloro che desiderano aderire allo standard, appoggiando ad un altro server qualsiasi.

    Se ci pensate, non e' nulla di diverso da quello che fa Twitter o FriendFeed o altri.

    Solo che per i newsgroups si doveva usare un software apposito per gestire quel protocollo, con l'egemonia del web e' diventato ancora piu' semplice accedere, da web, ai contenuti dei newsgroup.

    Poi una attenta gestione dei servizi ha messo al centro le persone, prima dei contenuti, in modo che ognuno posso farsi conoscere per quello che fa, senza lasciare al gestore del sito il merito dei contenuti, ma evidenziando gli autori e i loro interventi, tutti quanti, non uno solo.

    In poche parole oggi e' piu' facile sapere cosa ha detto tizio, perche' rispetto ai newsgroup c'e' una gestione anche degli autori, non solo dei contenuti.

    Che, a dire il vero, trovo essere molto piu' aderente alla normativa sul diritto d'autore che impone di indicare l'autore.

     

    QUINDI COSA E' TWITTER ?

    Segnalato da Luca De Biase

    "RT @pandemia: http://ow.ly/tZAh Per capire Twitter ci vuole l'umiltà di mettersi nei panni altrui"

    ho trovato un altro testo che esprime tutta la oggettiva difficoltà di capire twitter che e' uno strumento nuovo, il cui uso ancora non era stato scritto da nessuna parte, e che gli utenti possono usare come preferiscono.

    Il mio commento alla mancanza di significato di twitter e' stato che twitter:

    • permette di annunciare facilmente quello che si fa
    • permette di leggere gli annunci che ci interessano

    senza subire spam e scegliendo chi vogliamo che ci tenga aggiornati.

    Uno strumento di notifica, che e' cresciuto, e che richiede una gestione piu' completa di quella attuale.

    Per questo sto sperimentando una soluzione nuova con vari avvocati italiani, e l'esperienza e' veramente intrigante.

    Il web 2.0 ha spostato l'attenzione dai contenuti alle persone.

    Inutile quindi demonizzare il web 2.0: ci sono moltissime informazioni anche sui blog di ciascuno e dei propri amici, non solo su facebook.

    Vale il consiglio del Garante: condividete quello che volete condividere, non informazioni personali.

    E non accettate inviti dagli sconosciuti, aggiungo io :-)

     

    14.10.2009 Spataro
    Fonte: Spataro




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