Civile.it
/internet
Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

Il dizionario e' stato letto volte.



Segui via: Email - Telegram
  Dal 1999   spieghiamo il diritto di internet  Store  Podcast  Dizionario News alert    
             

  


Facebook 02.03.2009    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Informativa Urgente del Governo alla Camera sul fenomeno Facebook

Bisogna parlare ai deputati di Facebook con urgenza, cambiando al volo l'ordine del giorno della Camera. Grassetto di Spataro
Camera.it

 

Indice generato dai software di IusOnDemand
su studi di legal design e analisi testuali e statistiche

&

 Annunzio di una informativa urgente del Governo.

PRESIDENTE. Avverto che, secondo quanto stabilito dall'odierna riunione della Pag. 31Conferenza dei presidenti di gruppo, dopo l'esame della mozione testè inserita all'ordine del giorno, avrà luogo un'informativa urgente del Governo sul fenomeno dell'esistenza sulla rete Internet di siti e gruppi di utenti che incitano all'odio razziale. Come da ordine del giorno, seguirà, infine, lo svolgimento delle interpellanze urgenti.

 

...

 

 Informativa urgente del Governo sul fenomeno dell'esistenza sulla rete Internet di siti e di gruppi di utenti che incitano all'odio razziale  (ore 16,55).

PRESIDENTE. Secondo quanto stabilito dalla odierna Conferenza dei Presidenti di gruppo, avrà ora luogo lo svolgimento di un'informativa urgente del Governo sul fenomeno dell'esistenza sulla rete Internet di siti e di gruppi di utenti che incitano all'odio razziale.
Dopo l'intervento del rappresentante del Governo interverranno i rappresentanti dei gruppi in ordine decrescente, secondo la rispettiva consistenza numerica, per cinque minuti ciascuno. Un tempo aggiuntivo è attribuito al gruppo Misto.

(Intervento del sottosegretario di Stato per l'interno)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per l'interno, Alfredo Mantovano.

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, nel confermare la condanna per ogni manifestazione di odio e di violenza razziale comunque espressa, ribadisco l'impegno del Ministero dell'interno nell'azione di contrasto volta alla piena applicazione del quadro giuridico sanzionatorio, in particolare contenuto nella cosiddetta legge Mancino.
Per meglio delimitare il senso dell'informativa, ricordo che il dominio Internet facebook.com fornisce servizi di social network e risulta registrato dalla Facebook.Inc, con sede a Palo Alto in California, negli Stati Uniti. In Italia non esiste una sede della società, mentre l'unica sede europea si trova a Londra.
Facebook nasce nel 2004 in ambito universitario, poi si estende con successo a tutti gli utenti della rete. L'iscrizione al sito è gratuita e risulta vietata ai minori di 13 anni, mentre per i ragazzi di età compresa fra i 13 e 18 anni è necessario l'assenso dei genitori. Per gli iscritti che lo richiedono, è possibile disattivare l'account registrato e far cancellare in maniera permanente i propri dati.
Fonti giornalistiche riferiscono che il sito figura dal luglio del 2007 nella classifica dei cosiddetti top ten relativa a quelli Pag. 42più visitati nel mondo e il primo negli Stati Uniti, con oltre 60 milioni di foto caricate settimanalmente. In Italia, nel 2008 si è verificata una crescita esponenziale nell'utilizzazione del sito, se si considera che, nel solo mese di agosto, si sono registrati oltre 1 milione e 300 mila accessi.
Per meglio comprendere le dimensioni del successo del fenomeno Facebook, vale la pena ricordare che l'accesso al sito è stato filtrato da diverse organizzazioni aziendali, perché costituiva una sensibile fonte di distrazione per i dipendenti. In considerazione della grande quantità di dati raccolti il servizio è spesso soggetto ad attacchi da parte di hacker ed è afflitto dal fenomeno della presenza di false identità. La polizia postale delle comunicazioni del Ministero dell'interno, anche attraverso le proprie articolazioni territoriali, assicura il costante monitoraggio della rete Internet per individuare i contenuti di eventuale rilievo penale negli spazi e servizi di comunicazione on line. In tale contesto, il portale di social network Facebook viene monitorato con attenzione particolare, anche in riferimento alla presenza di eventuali contenuti che configurino apologia o istigazione alla discriminazione razziale, alla xenofobia e alle altre manifestazioni di intolleranza.
Come è noto, le fattispecie penalmente rilevanti presenti sulla rete Internet vengono segnalate all'autorità giudiziaria, tuttavia la procedibilità successiva presuppone che i fatti siano riferibili a spazi e servizi web gestiti da server o da persone fisicamente presenti sul territorio nazionale.
In assenza di tali presenze, comunque, si segnalano le fattispecie alle corrispondenti autorità straniere, tramite gli organi preposti alla collaborazione internazionale - Interpol, Rete dei punti di contatto G8 - sottogruppo High Tech Crime. In concreto, per interrompere l'attività criminosa, si procede ad oscurare i predetti spazi e servizi web, tramite l'esecuzione di decreti di oscuramento e sequestro emessi dalla autorità giudiziaria, quando i medesimi siano allocati in Italia. Se invece i servizi sono allocati all'estero, si ricorre, se possibile, alla fattiva collaborazione dei proprietari degli spazi web nei quali sono stanziati i contenuti illeciti, che vengono segnalati quali abuse, attraverso le procedure da essi indicate.
Poiché il portale facebook.com è attestato su server che hanno sede in California, per qualsivoglia attività istruttoria relativa alle informazioni di contenuto - messaggi, chat, eccetera - si rende necessaria una rogatoria internazionale. Il Governo ha già attivato importanti iniziative per il contrasto dei reati commessi attraverso il sito Facebook. Di recente, grazie ai contatti avviati dalla polizia postale delle comunicazioni con la società Facebook, si è resa operativa la possibilità di ottenere i dati relativi a utenti o gruppi senza la necessità di ricorrere alla rogatoria internazionale, per rendere più snelle le procedure di cooperazione. In tal caso, quando vi siano ipotesi criminali che coinvolgono cittadini italiani, per ottenere i dati sarà sufficiente inoltrare un provvedimento di acquisizione emesso dall'autorità giudiziaria italiana, secondo procedure concordate. A tal fine, è anche in programma una visita dei funzionari della polizia postale nella sede statunitense di Facebook, per concordare protocolli di più spedita collaborazione allo scopo di favorire la rapida soluzione delle problematiche relative alle varie richieste di interesse investigativo. È in corso, parallelamente, l'organizzazione di una visita in Italia dei responsabili tecnici di Facebook, per predisporre una training class diretta al personale della polizia postale, tesa ad illustrare la funzionalità profonde del sistema, in particolare i possibili ambiti di sfruttamento dello stesso da parte di soggetti criminali e, parallelamente, le metodologie utilizzabili per la loro identificazione. Non mancano esempi di come questa collaborazione abbia già fornito risultati apprezzabili. Tra le operazioni più recenti effettuate su disposizione dell'autorità giudiziaria, ricordo che il compartimento di polizia postale di Perugia è intervenuto e ha ottenuto la rimozione, da parte degli amministratori di Facebook, di un gruppo denominato «Stupri di Pag. 43gruppo». Anche il compartimento della polizia postale di Palermo, su delega della Direzione distrettuale antimafia della stessa città, sta svolgendo accertamenti sulla presenza nel sito di gruppi che inneggiano a boss della criminalità organizzata.
Ricordo anche, però, che a fronte di tali manifestazione di sub cultura, spesso improntate a becera provocazione, all'interno del medesimo social network Facebook, si sono mobilitati autonomamente centinaia di migliaia di utenti per protestare contro la presenza di gruppi che, in diverso modo, sostengono comportamenti criminali. Questa circostanza rappresenta un segnale positivo e testimonia il carattere minoritario di talune devianze.
Da un punto di vista più generale, riguardo l'odio razziale ricordo che, dall'esame dei dati in possesso del Ministero dell'interno relativi agli ultimi quattro anni, risulta che nel 2008 il numero degli atti di violenza con movente di discriminazione e intolleranza mostra un andamento in calo rispetto al triennio 2005-2007, in cui si era registrato un progressivo aumento di tali fattispecie. In particolare, nel 2007, erano stati commessi 138 delitti fondati sulla discriminazione razziale. Ne sono stati individuati 92 e sono state complessivamente tratte in arresto o denunciate 258 persone. Nel 2008, invece, a fronte di 102 delitti commessi, ne sono stati individuati sessantatré e sono state denunciate 153 persone.
Ricordo ancora che la cosiddetta legge Mancino preclude l'accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli idonei a inneggiare al razzismo e alla violenza.
Quale dato positivo per la complessiva azione di prevenzione di contrasto a tali comportamenti, in passato certamente più diffusi, mi preme citare il fatto che nella stagione calcistica 2007-2008 e in quella in corso, 2008-2009, si è verificato un solo episodio di esposizione all'interno di impianti sportivi di striscioni dal contenuto in contrasto con tali disposizioni e ciò è avvenuto nella partita Inter-Juventus del 22 novembre 2008.
Sempre la legge Mancino prevede che il Ministro dell'Interno con proprio decreto, previa deliberazione del Consiglio dei ministri disponga lo scioglimento delle organizzazioni quando, con sentenza irrevocabile, si sia accertato che la loro attività abbia favorito la commissione di reati per finalità di discriminazione, odio etnico, nazionale, razziale o religioso, disponendo anche la confisca dei loro beni. Il 9 novembre del 2000 il Ministro dell'interno, con proprio decreto, dispose lo scioglimento del movimento politico Fronte Nazionale, confiscandone i beni.
La delicatezza della materia e la difficoltà di perseguire con azioni mirate contro coloro che utilizzando la rete Internet incitano alle diverse forme di violenza e di criminalità ha portato alla necessità di affrontare il tema da un punto di vista legislativo. Ricordo che nel corso dell'esame del disegno di legge in materia di sicurezza pubblica approvato dal Senato circa un mese fa e oggi all'esame di questo ramo del Parlamento, atto Camera 2180, è stato proposto un emendamento di fonte parlamentare che ha ottenuto il parere favorevole e la proposta di riformulazione accettata da parte del Governo in tema di repressione di attività di apologia o di incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiute per mezzo di Internet. Nell'attuale stesura, che certamente potrà essere affinata per aumentarne l'efficacia, la norma attribuisce al Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, la possibilità di disporre con proprio decreto l'interruzione di quell'attività, ordinando ai fornitori di connettività alla rete Internet di utilizzare entro ventiquattro ore gli strumenti appositi di filtraggio.
È intento, infine, del Ministero dell'interno promuovere ogni possibile azione non solo per reprimere il fenomeno dell'odio e della discriminazione razziale, ma per potenziare tutte le capacità specialistiche operative tese a prevenire delitti Pag. 44commessi nella rete Internet, che costituisce una fondamentale risorsa nell'attuale società delle informazioni.
Resta evidente che la complessità del fenomeno della comunicazione su Internet e delle relative devianze che esistono non si esaurisce in interventi operativi e normativi nel nostro Paese, ma richiede una collaborazione internazionale ampiamente condivisa anche nei fatti. A fronte della costante evoluzione tecnologica, la rete Internet costituisce un sistema globale fluido impossibile da controllare rigidamente, all'interno del quale si annidano presenze delittuose.
La risposta più mirata nel quadro dei meccanismi esistenti di cooperazione internazionale consiste nell'avviare una sempre maggiore focalizzazione dei problemi che emergono, per potenziare ogni possibile collaborazione operativa che concretizzi un efficiente e rapido network di contrasto che si muova non solo livello a di polizia e di magistratura, ma comprenda il fondamentale aspetto di collaborazione attiva dei gestori e delle imprese responsabili. In tal senso, le azioni intraprese dal Ministero dell'interno si pongono per dimensioni prospettiche, per metodo e per merito su un piano di concreta positività anche per l'elevato spessore qualitativo delle risorse impiegate e degli uomini che utilizzano queste risorse e che intendo ringraziare per il loro costante lavoro di monitoraggio e di intervento.

(Interventi)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Palmieri. Ne ha facoltà, per cinque minuti.

ANTONIO PALMIERI. Signor Presidente, innanzitutto volevo ringraziare il Governo, in particolare il sottosegretario Mantovano, per l'approfondita la relazione che ha svolto.
Anch'io mi unisco, a nome del mio gruppo, alla condanna di questo tipo di manifestazioni che possono sempre andare a sollecitare qualche testa bacata a passare dalle parole ai fatti, ma che soprattutto diffondono una subcultura che dobbiamo a tutti i costi respingere.
Entrando nel merito, comprendo e condivido - e chiunque usi Facebook e la rete lo sa - quanto sia complicato intervenire direttamente in Facebook, perché è praticamente impossibile accertare con chiarezza e veridicità l'identità di chi ha postato un commento piuttosto che ideato un gruppo ed è altrettanto difficile entrare in contatto con l'azienda Facebook che, come ricordava il sottosegretario Mantovano, non ha una presenza in Italia.
Plaudo all'accordo, cui il sottosegretario ha fatto cenno, tra il nostro Governo, la polizia postale e l'azienda Facebook che consente di potere interagire e intervenire rapidamente, evitando rogatorie internazionali e, quindi, andando direttamente al cuore della questione.
Devo dire che vi è una preoccupazione diffusa. Questa mattina ho partecipato ad un forum organizzato da l'Espresso e da La Repubblica e ho citato proprio l'onorevole Fiano, nel suo intervento di qualche giorno fa a fine seduta in Aula, come l'ultimo esempio di una denuncia di questo tipo di fenomeni che, come ho detto all'inizio, vanno assolutamente colpiti, individuati e messi da un lato. Questa preoccupazione diffusa ha messo capo, al Senato, come ha ricordato il sottosegretario Mantovano, all'emendamento del senatore D'Alia, poi approvato dall'Assemblea. A questo proposito annuncio che il nostro gruppo ha già presentato un emendamento, a prima firma del collega Casinelli, proprio volto a rendere quanto approvato dal Senato efficace e praticamente realizzabile nello spirito indicato dal sottosegretario, perché vogliamo che le norme siano tese a intervenire nel modo più efficace possibile, stante la difficoltà di farlo in Internet e in particolarmente in Facebook.
Vorrei, però, sgombrare il campo da ogni possibile equivoco: non esiste, da parte del Governo, né da parte di questa nostra maggioranza, alcuna intenzione di limitare la sacrosanta libertà di espressione che vale in Internet e, ovviamente, in Pag. 45Facebook tanto quanto vale in qualsiasi altro ambito del nostro Paese. Al tempo stesso, però, non possiamo considerare Internet, la rete e Facebook come dei luoghi a parte dove non vigono le leggi che sono vigenti nel resto del nostro Paese e nella comunità internazionale, quasi fosse un luogo a sé stante dove vige e vive un fantomatico e non meglio precisato «popolo della rete» al quale tutto deve essere permesso. Non è così e gli operatori più avvertiti lo sanno e ne hanno consapevolezza e da questo discende l'intervento che, appunto, faremo alla Camera per migliorare quanto approvato dal Senato.
Concludo il mio intervento, esprimendo un appello ed una considerazione. L'appello è rivolto a tutti coloro i quali, fuori da questo Parlamento, hanno a cuore i destini di Internet e della rete, affinché mettano da parte i pregiudizi ideologici rivolti verso ogni intervento della politica che intenda mettere fine e circoscrivere episodi deprecabili, come quelli per i quali siamo qui riuniti oggi. Li invitiamo, come già abbiamo fatto questa mattina in questo forum (lo dicevo prima), a collaborare con il Parlamento e con il Governo o quanto meno con i parlamentari più sensibili al tema e più ferrati sulla materia, proprio per svolgere un lavoro insieme che consenta di superare le reciproche diffidenze ma, soprattutto, di mettere al sicuro la rete da quanti, con questo tipo di comportamenti, in realtà attentano alla sua vita.
In conclusione, signor Presidente, per questo motivo credo che ci aspetti un lungo impegno anche sotto il versante culturale, appunto per raggiungere una condivisione di questo tipo di atteggiamento che ricordavo poc'anzi. Confermo il ringraziamento al sottosegretario per la sua relazione e, altresì, l'intenzione del nostro gruppo di andare a migliorare il contenuto dell'emendamento D'Alia, approvato poche settimane or sono al Senato (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fiano. Ne ha facoltà.

EMANUELE FIANO. Signor Presidente, ringrazio il Governo e il sottosegretario Mantovano per la relazione che ci ha fornito e per la prontezza con cui ha voluto riferire all'Assemblea. Signor Presidente, mi permetta innanzitutto di esprimere il mio ringraziamento a coloro che nella polizia postale svolgono un lavoro difficile e sempre più esteso (vista l'estensione della rete) e mi auguro, anzi, che il Ministero dell'interno voglia sempre di più favorire il loro lavoro, integrando le risorse che a questo scopo sono stanziate.
Vorrei ringraziarla della relazione, ma mi preme operare alcune distinzioni: una dal collega che mi ha appena preceduto, il collega Palmieri, perché personalmente non deduco dalle vicende di cui trattasi di essere d'accordo con il testo dell'emendamento D'Alia. Tra l'altro (questo è il secondo punto, voglio essere molto breve), mi piacerebbe chiedere al sottosegretario alla prossima occasione se vi è un'integrazione.
Infatti, nel caso di cui trattiamo, ossia di un gruppo di utenti di Facebook che, con nome e cognome, pronunciano o mettono sul sito frasi direttamente ascrivibili al reato di istigazione alla discriminazione razziale di cui al decreto Mancino, poi convertito in legge, e a reati di istigazione a violenza, signor sottosegretario e signor Presidente, non ci troviamo di fronte alla fattispecie di cui lei, con molta dovizia di particolari, ci ha giustamente illustrato il lavoro che si sta compiendo, che conosco e che ha permesso molte volte, come lei ha citato nella sua relazione, di giungere alla chiusura di alcuni siti.
Cito, perché si capisca di cosa si sta parlando, siti terribili come quello apparso recentemente sui Internet che si denominava «stupri di gruppo». Qui siamo di fronte alla seguente fattispecie, signor sottosegretario: conosciamo il nome, il cognome e addirittura la fotografia delle persone del gruppo da me citato (il gruppo su Facebook si chiama «prendi un fiammifero incendia i campi Rom»), che dicono quello che, secondo loro, andrebbe fatto ed istigano a farlo: «prendete del petrolio incendiate i campi Rom», «prendete Pag. 46delle molotov, lanciatele sui campi Rom», «riapriamo i forni crematori e infiliamo tutti i Rom italiani nei forni crematori», firmandosi signor Pinco Pallino, signor Tizio Caio, perché su Facebook ci si firma.
Quindi, ringraziandola ed anche stimandola, come lei sa, per il contenuto della sua relazione che esprime la serietà del lavoro che si compie all'interno di un Ministero, mi trovo a rilevare, anche con riferimento a quanto detto dal collega, che in questo caso sia l'emendamento D'Alia, sia il lavoro che già si sta facendo nel Ministero non c'entrano nulla.
Vorrei invece sapere dal Governo se quelle persone, che con nome e cognome hanno scritto queste vergognose frasi razziste e di istigazione alla violenza, saranno perseguite a norma di legge. Credo che ne esistano gli estremi e che la magistratura dovrebbe essere informata di questo.
Voglio concludere, dicendo che, anche a fronte della gravità di quanto sta raccontando, tuttavia non mi metterò dalla parte di chi vorrebbe contravvenire, sulla base di questo, ad un principio molto centrale nella nostra Costituzione che è quello della libera espressione delle idee. Per questo motivo sarei cauto in ordine a provvedimenti che possano, in senso lato, comprimere la libertà di espressione delle idee che si trova su Internet. Invece è giusto perseguire chi con nome e cognome pronuncia frasi ingiuriose e palesemente in contrasto con la nostra normativa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, ho seguito con molta attenzione l'illustrazione del sottosegretario e non ho alcuna difficoltà a ringraziarlo per il lavoro che sta svolgendo anche in direzione della lotta a coloro che stanno operando attraverso questi siti per dare fiato ad un clima di violenza e soprattutto ad atti inconsulti di discriminazione razziale e di xenofobia.
Certo, la polizia postale sta svolgendo il suo lavoro ed è necessario individuare le responsabilità. Abbiamo ascoltato poco fa l'onorevole Fiano che invitava e sollecitava il Governo ad intensificare ogni intervento, trovando ovviamente nella magistratura la disponibilità ad operare, lo dico tra virgolette, in direzione della sanzione e soprattutto dell'azione giudiziaria nei confronti di chi è responsabile.
Vorrei esprimere una considerazione, signor Presidente e signor sottosegretario.
Questi lunghissimi e ampi messaggi attraverso questi siti esprimono e denotano un clima terribile che si manifesta all'interno del nostro Paese. Si tratta di un clima che ricorda anche altri tempi, forse non caratterizzati da xenofobia, un clima che faceva lievitare sempre di più la violenza nei confronti di altri, che si diceva politica, anche se poi degenerava in una violenza ed in una criminalità comune.
Pertanto, non c'è dubbio che non è sufficiente operare per quanto riguarda il controllo di siti, ma bisogna anche estendere a mio avviso le indagini per capire se esistono dei nuclei organizzati all'interno di questo nostro Paese, che fanno della xenofobia e del razzismo una ragione di essere, oppure una nuova formula di lotta politica. Quindi, ritengo che questo aspetto e questo dato vadano verificati e riscontrati.
Inoltre, c'è un altro aspetto. Bisogna anche tutti noi avere sugli stranieri una valutazione e un approccio un po' diverso rispetto al passato. Si parla più volte di politiche coerenti, di integrazione e non c'è dubbio che questi sono un aspetto e un dato che dobbiamo recuperare sul piano culturale, della civiltà e di un modo di essere, pensare e concepire i rapporti all'interno del nostro Paese. Non c'è soltanto un problema del sito, o di questa platea che si gonfia e si dilata sempre di più in termini quasi minacciosi.

PRESIDENTE. Onorevole Tassone, la prego di concludere.

MARIO TASSONE. Ho concluso, signor Presidente. Vi è un clima forte nel Paese e questa realtà di gente e di persone che si indirizzano al sito certamente esprime Pag. 47un malessere all'interno del nostro Paese. Ecco perché nel dare certamente atto al Governo del suo impegno questo mio richiamo non è formale, altrimenti anche l'informativa sollecitata da un collega nella disattenzione di carattere generale in questo particolare momento... Signor Presidente, vorrei concludere con l'attenzione, almeno conclusiva, del Governo, per un fatto di rispetto reciproco come io ho rispetto nei confronti del Governo...

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Si, ma io sono qui...

MARIO TASSONE. Ma non è colpa tua, Mantovano, però siccome abbiamo fatto tutti questo mestiere, allora non c'è dubbio che molte volte è difficile per tutti interloquire. Altrimenti uno restava a casa o andava via...

PRESIDENTE. Onorevole Tassone, si rivolga al Presidente, visto che - senza nulla togliere al sottosegretario Mantovano - lei è un esperto!

MARIO TASSONE. La ringrazio, signore Presidente, approfittavo della sua gentilezza, anche perché mi dispiace, non aver ripreso un collega, che ovviamente opera anche così, ma aver richiamato con forza l'attenzione del collega Mantovano.
Ho concluso, signor Presidente. Il problema è molto più vasto, più completo e più complessivo rispetto a questo uso di Facebook e credo che sia un fatto che vada registrato e sottolineato, con riferimento al quale certamente, a mio avviso, bisogna capire - ripeto le cose che ho detto poc'anzi - se esistono gruppi organizzati che si stanno certamente determinando in un'azione di violenza all'interno del nostro Paese. Credo che questo sia l'oggetto di discussione di oggi, ma certamente dovrà vederci impegnati anche nel prossimo futuro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Evangelisti. Ne ha facoltà.

FABIO EVANGELISTI. Signor Presidente, pur avendo apprezzato i toni contenuti dell'informativa svolta dal sottosegretario Mantovano a nome del Governo, non si può fare a meno di rilevare che: A) rispetto alle richieste precise che erano giunte nei giorni scorsi dall'onorevole Fiano le risposta non sono state fornite. Ripeto la domanda posta dall'onorevole Fiano, che è poi interesse di tutti noi: è intenzione del Governo di agire e di prendere dei provvedimenti nei confronti di coloro che violano la legge, istigando al razzismo, e che fanno attività di apologia su Internet ed in particolare sul social network chiamato Facebook? Questa era la domanda alla quale non è stata data risposta ma ripeto, pur apprezzando la relazione del Governo, vi sono altri punti.
Allora, il punto A) era il fatto che non è stata data risposta alla domanda posta dall'onorevole Fiano. Punto B): ieri abbiamo ratificato un atto che si pone nell'ambito di un Trattato più generale tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America per quanto riguarda la cooperazione contro le grandi organizzazioni criminali e anche contro il terrorismo che, lo sappiamo, attiva anche strumenti tecnologicamente avanzati e, guarda caso, anche Internet. Ci stiamo attrezzando in questo nuovo millennio con le nuove armi della conoscenza e non si combattono più le guerre fra gli Stati ma siamo di fronte ad una grande minaccia globale rappresentata dal terrorismo; ora, dato che l'altro giorno abbiamo scoperto che le schede telefoniche utilizzate nell'attentato a Mumbai sono state acquisite da tal Javaid Iqbal in quel di Brescia, come si fa a dire che non si può intervenire in presenza di siti che hanno una postazione all'estero, quando è possibile risalire con la tracciabilità (perché l'elettronica ha grandi potenzialità ma lascia tracce) addirittura al computer, al cellulare o alla scheda telefonica da cui è partita l'istigazione alla violenza o l'atto di razzismo o qualsiasi altro reato compiuto?
Come dicevo si è ratificato l'atto. Perché non si fa un nuovo atto che migliori la qualità della cooperazione internazionale Pag. 48con gli Stati Uniti per quanto riguarda i siti che si trovano in quel Paese, per quanto riguarda il Lussemburgo se parliamo di Skype o di altre cose ancora? In questo senso, la relazione sarebbe stata più interessante se vi fossero stati forniti anche questi elementi.
Tuttavia, voglio dire al Governo, ed è il terzo punto che chiameremo C), che ci vuole poi una certa coerenza e linearità di comportamento; non si può venire qui oggi in Aula... Vedo che il Governo ha un interesse...

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Devo andare a conferire con la Presidenza.

FABIO EVANGELISTI. Pur avendo espresso un apprezzamento, il Governo deve decidere quale strada prendere: contenere le manifestazioni all'interno di Internet oppure prendere la strada (molto più facile ma anche molto più pericolosa) della chiusura e dell'oscuramento dei siti; in questo senso, si pone l'emendamento proposto dal senatore D'Alia al Senato e speriamo che ci possano essere le condizioni per modificarlo in quest'Aula.
Vengo al quarto punto, che chiameremo D). L'altro giorno, se non sbaglio ieri o ieri l'altro, stavamo discutendo del «milleproroghe»; il gruppo dell'Italia dei Valori, primo firmatario l'onorevole Di Pietro e secondo firmatario chi parla in questo momento, ha rappresentato al Governo la necessità che, fermo restando le prerogative del Parlamento, con un ordine del giorno il Governo si facesse carico del complesso delle iniziative tese a colpire le manifestazioni criminose che si muovono sul web, attraverso iniziative che non comportino limitazioni alla libertà di espressione garantita dalla Costituzione. Ebbene, non siamo riusciti in quell'occasione ad andare oltre l'accoglimento come semplice raccomandazione.
Concludo, signor Presidente. Ci vuole linearità e comportamento: occorrerebbe che alle belle parole, alle belle nozioni fornite in quest'Aula questa sera seguissero una continuità e una coerenza di azione in entrambi i rami del Parlamento e, soprattutto, che si operasse nel senso di attrezzare al meglio le nostre forze di polizia e i nostri servizi competenti, garantendo risorse e professionalità. ^ Da questo punto di vista il fatto che ci siano azioni che possano, anche grazie ai tecnici di Facebook che vengono in Italia, supportare la nostra polizia postale non ci può che far piacere, ma rimangono tutti i limiti dell'azione di Governo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'informativa urgente del Governo.
Prima di passare allo svolgimento delle interpellanze urgenti, sospendo la seduta brevemente.

La seduta, sospesa alle 17,30 è ripresa alle 17,40. 

02.03.2009 Camera.it
Camera.it


Facebook: consenso o accordo contrattuale ?
Facebook, Instagram e Whatsapp down
Ubertazzi e il diritto innovativo
Facebook vs Antitrust italiano: la sentenza del Consiglio di Stato sulla commerciabilità dei dati personali
UK: Google e Facebook non potranno piu' abusare del mercato da operatori dominanti
Gli USA indagano sulle posizioni dominanti nel digitale: 450 pagine
I danni attuali della IA: Facebook, Instagram e Cina
Trump ads su Facebook contro Twitter e Snapchat
Facebook e il potere di censura: il Tribunale di Roma (reclamo - sede cautelare)
Mancate indagini per istigazione all'odio sui social network: Curia condanna



Segui le novità in materia di Facebook su Civile.it via Telegram
oppure via email: (gratis Info privacy)


Dossier:



dallo store:
visita lo store






Dal 1999 il diritto di internet. I testi sono degli autori e di IusOnDemand srl p.iva 04446030969 - diritti riservati - Privacy - Cookie - Condizioni d'uso - in 0.038