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Avv. Alberto Foggia - curatore dell'osservatorio di proc. civ.

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Facebook 14.01.2009    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Senato: su Facebook un controllo costante

"Attesa la delicatezza del tema, pregherei l'Assemblea di prestare, ove possibile, la massima attenzione perché è una vicenda estremamente complessa che tocca spazi che sfuggono alla giurisdizione del nostro dominio giuridico" I grassetti di Spataro - logo facebook

 

Indice

  • Proposta provocatoria di provvedere ad u
M

Martedì 13 gennaio 2009 - 122ª seduta pubblica (pomeridiana)

Cosi' il Senato informa:

"Nel corso della seduta il sen. D'Alia (UDC-SVP-Aut) ha chiesto un'informativa del Governo sull'inquietante presenza sul social network Facebook di numerosi gruppi inneggianti alla mafia, ai suoi capi e ad altri noti criminali ed ha invitato i parlamentari iscritti di aderire alla protesta dei numerosi cittadini che hanno già annunciato l'intenzione di abbandonare la rete qualora le pagine di tali gruppi non dovessero essere oscurate. A sostegno di tale proposta è intervenuta la sen. Vicari (PdL)."

 

Ma nei resoconti sommari si dice invece:

Per un'informativa del Governo sulla presenza su Facebook di gruppi inneggianti alla criminalità organizzata

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiede al Governo di riferire in Aula a proposito della presenza nel sito internet "Facebook" di gruppi di sostegno inneggianti a noti esponenti della criminalità organizzata, al fine di approfondire la portata e le origini di tale fenomeno, che il Procuratore nazionale antimafia e la polizia postale invitano a non sottovalutare, e di individuare l'identità degli organizzatori. È necessario che gli amministratori del sito internet eliminino tali gruppi e che i parlamentari utenti di "Facebook" cancellino la loro iscrizione qualora non si provveda in tal senso. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PdL, PD e IdV).

Negli stenografici invece:

Per un'informativa del Governo sulla presenza su Facebook
di gruppi inneggianti alla criminalità organizzata

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, come avevo preannunziato alla Conferenza dei Capigruppo, vorrei sollevare una questione che ha interessato, non solo per nostra iniziativa, gli organi d'informazione e ci sembrava giusto ne fosse investita anche l'Assemblea. Nelle scorse settimane, sul notissimo social network Facebook sono apparsi una serie di fan club inneggianti a Totò Riina, a Bernardo Provenzano, a Cutolo. (Brusìo).

 

PRESIDENTE. Colleghi, il senatore D'Alia mi aveva preannunziato che avrebbe svolto questo intervento sull'ordine dei lavori; anche se in effetti non è attinente all'ordine dei lavori poiché tocca un tema estremamente delicato, la Presidenza ha consentito al senatore D'Alia di svolgerlo. Attesa la delicatezza del tema, pregherei l'Assemblea di prestare, ove possibile, la massima attenzione perché è una vicenda estremamente complessa che tocca spazi che sfuggono alla giurisdizione del nostro dominio giuridico, ma che coinvolgono argomenti di sensibilizzazione di una fetta del nostro Paese (che mi auguro sia limitatissima, anzi la più limitata possibile), ma che costituiscono un momento di attenzione e di riflessione.

Vi pregherei, quindi, di ascoltare con attenzione quello che vorrà dire il senatore D'Alia e che ha già anticipato alla Conferenza dei Capigruppo. Da parte della Presidenza non vi è nessuna riserva a consentire ad un rappresentante per ciascuno di tutti gli altri Gruppi di intervenire eventualmente su questo tema.

 

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). La ringrazio, signor Presidente, per la sua disponibilità. Citerò qualche caso specifico perché possiamo renderci conto di che cosa stiamo parlando: «Auguri di buon anno, padrino Totò Riina, sei l'unico vero capo, il tuo carisma non ha ormai eguali»; «Bernardo Provenzano, forse a Natale si comincia subito con la beatificazione; onore al re»; «chi è parente di pentiti, infami e confidenti è pregato di non iscriversi a questo sito dedicato a Cutolo».

Potrei continuare l'elenco, uno dei diversi fan club dedicati a Totò Riina, composto da 422 iscritti, ad esempio, inneggia alla scarcerazione del noto mafioso. Qualche settimana prima, signor Presidente, lo stesso noto social network, Facebook, aveva ritenuto di non pubblicare foto di mamme che allattavano perché ritenute non consone allo spirito estetico e non solo estetico del sito stesso. Non ho alcuna intenzione di discutere qui di questo social network, mi permetto solo di fare alcune brevissime riflessioni.

Dopo che è scoppiata la polemica anche sugli organi d'informazione, si sono moltiplicati (mi fa piacere che sia qui presente il sottosegretario Mantovano, perché c'è una richiesta che intendo rivolgere al Governo) i siti inneggianti, ad esempio, alle Brigate Rosse, ad Erika e Omar autori dell'omicidio di Novi Ligure, a Donato Bilancia noto serial killer, agli autori della strage di Erba, a Giovanni Brusca, a Pietro Maso, a Leoluca Bagarella. Ci troviamo di fronte alla crescita esponenziale di un fenomeno che certamente è censurabile sotto il profilo culturale e sotto quello politico, ma che credo meriti più di un dibattito che sia esclusivamente limitato a questo campo. Infatti, signor Presidente, il procuratore nazionale antimafia, il dottor Piero Grasso, ha ipotizzato il reato di favoreggiamento o di concorso esterno nel reato associativo, visto che in alcune delle dichiarazioni di questi sciagurati all'interno del fan club vi è l'ipotesi di mettersi a disposizione di Cosa Nostra, delle organizzazioni criminali.

Inoltre, la procura nazionale antimafia e la stessa polizia postale in maniera assolutamente puntuale e precisa hanno dichiarato che il fenomeno non va sottovalutato, che è possibile che dietro questi fan club vi siano soggetti ispiratori e che vi è un monitoraggio su questi siti e su questi fan club e che c'è un'attività di controllo costante. Noi chiediamo quindi al Governo di riferire, quando sarà possibile e dopo un accertamento puntuale - come siamo convinti che avverrà - sul social network, perché ci sembra anomalo, ad esempio, che il non meglio identificato responsabile delle relazioni esterne di Facebook si sia limitato a dichiarare in ordine a questa vicenda che loro non hanno la possibilità per contratto di verificare l'ammissibilità dei profili. Cosa ci azzecca questo con la circostanza che siano state censurate le mamme? Che possano essere censurate le mamme e invece non vengano censurati le foto e chi inneggia a Toto Riina ci sembra quantomeno anomalo.

La prima richiesta che rivolgiamo al Governo è quella di un'informativa su questo tema per comprendere se ci sono altri fatti ed inoltre, se è possibile, di accertare l'identità di chi accede a questo sito e si iscrive ai fan club. La seconda richiesta, che è ovviamente più politica e non rituale - Presidente, me lo consenta e la ringrazio per la sua disponibilità - è rivolta a tutti i colleghi parlamentari iscritti volontariamente al sito. Ho un dato che è estremamente positivo: ci sono 28.745 iscritti al social network che hanno dichiarato di essere pronti a cancellarsi dal social network qualora questi soggetti o fan club non verranno cancellati dal sito. Credo che i parlamentari che utilizzano questa rete come uno strumento importante di comunicazione e di informazione debbano associarsi a questa protesta.

L'invito, quindi, che rivolgo ai colleghi parlamentari è anche quello di cancellarsi da Facebook qualora questi fan club non vengano cancellati. La ringrazio per la sua sensibilità. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD, IdV e PdL).

 

PRESIDENTE. Senatore D'Alia, lei ha toccato un argomento estremamente delicato. Personalmente condivido anche la sua proposta provocatoria di provvedere ad una reazione con la cancellazione dal sito nel caso in cui queste presenze non dovessero essere oscurate.

 

14.01.2009 Spataro
Fonte: Senato




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