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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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P2p 11.08.2008    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Pirate Bay chiusa ? La documentazione in materia - il comunicato stampa. Donazioni e documenti falsi

Raccogliamo i documenti in materia, prima di commentare. Semplificando: la messa online dell'indice sembra sia stata fatta per soldi, non per diffondere le idee.

 

S

Sembra che non solo i blogger internazionali abbiano capito che ad agosto capitano le cose piu' nefaste per internet.

Al momento sembra che l'ifpi, gia' attiva con lo stesso pm per altri episodi, abbia ottenuto un provvedimento in pieno agosto e d'urgenza per bloccare un ip e un dominio.

Si tratta di un sito che indicizza i files presenti su una rete p2p, bittorrent, usata per distribuire sistemi operativi come linux e tante altre cose lecite. Uno degli aspetti tipici di una rete p2p bittorrent e' la presenza di un file che spiega la storia, il contenuto e altre informazioni sul file distribuito.

Insomma, tutto pensato per un uso legale. Anche se sulla rete p2p si puo' sempre fare di tutto, come peraltro i deliquenti di tutto il mondo.

 

AGGIRATI

Come sempre, aggirare il web e' po' difficile. Bloccato il dominio e l'ip, in poche ore e' stato cambiato dominio e ip, e chi usa i dns stranieri non si accorge nemmeno di nulla.

"IFPI represents the recording industry worldwide, with a membership comprising some 1400 record companies in 73 countries"

Il fatto che questo avvenga ad agosto irrita, ma ormai la blogosfera e' molto attenta.

Chiudere un indice di files p2p, quale e' piratebay, e' come impedire ad una libreria di indicizzare il materiale bibliografico.

Certo: il p2p permette anche di andare alla fonte e scaricarlo dalla fonte. Ed e' per questo che ci si scontra.

 

DENTRO LA NOTIZIA:

http://arstechnica.com/news.ars/post/20080729-ifpi-italian-police-take-down-italian-bittorrent-tracker.html

 

The Guardia di Finanza was able to take action by working in conjunction with the FPM, an Italian antipiracy group that is, in turn, affiliated with the IFPI. Police froze two bank accounts in connection with the site and seized several computers. 

 

 Ma soprattutto la finalità, secondo Mazza, sono i soldi:

 

"Colombo-BT.org was Italy's version of The Pirate Bay. Its operators deliberately facilitated availability of copyright infringing content to line their own pockets," FPM president Enzo Mazza said in a statement. "The gang of three now face potential prison sentences and hefty fines as a result of their activities. This police action sends a strong message that Italy will not tolerate serious online music piracy, so criminals looking for get rich quick schemes should consider other options."

Un aspetto di diritto comparato:

 

Due to differences in laws (and to judicial hostility toward forcing ISPs to turn over user data), Europe has seen fewer court cases against individuals and casual users, but plenty of action against the major trackers.

 

LA TECNOLOGIA BITTORRENT (WIKIPEDIA):

"Main article: Legal issues with BitTorrent

http://en.wikipedia.org/wiki/BitTorrent_(protocol)#Legal_issues

There has been much controversy over the use of BitTorrent trackers. BitTorrent metafiles themselves do not store copyrighted data, hence BitTorrent itself is not illegal—it is the use of it to copy copyrighted material that contravenes laws in some locations."

Indice di files:

"There are two major differences between BitTorrent and many other peer-to-peer file-trading systems, which advocates suggest make it less useful to those sharing copyrighted material without authorization. First, BitTorrent itself does not offer a search facility to find files by name. A user must find the initial torrent file by other means, such as a web search. Second, BitTorrent makes no attempt to conceal the host ultimately responsible for facilitating the sharing: a person who wishes to make a file available must run a tracker on a specific host or hosts and distribute the tracker address(es) in the .torrent file. Because it is possible to operate a tracker on a server that is located in a jurisdiction where the copyright holder cannot take legal action, the protocol does offer some vulnerability that other protocols lack. It is far easier to request that the server's ISP shut down the site than it is to find and identify every user sharing a file on a peer-to-peer network. However, with the use of a distributed hash table (DHT), trackers are no longer required, though often used for client software that does not support DHT to connect to the stream."

DA WIKIPEDIA, SU PIRATE BAY:

On 31 May 2006, the site's servers, located in Stockholm, were raided by Swedish police, causing it to go offline for three days. Upon reopening, the site's number of visitors doubled, the increased popularity attributed to greater exposure through the media coverage. The raid, alleged by Pirate Bay to be politically motivated and under pressure from the Motion Picture Association of America (MPAA),[3] was reported as a success by the MPAA in the immediate aftermath, but with the site being restored within days and the raising of the debate in Swedish culture, The Pirate Bay and other commentators considered the raid "highly unsuccessful".[4] On 31 January 2008, Swedish prosecutors filed charges against four of the individuals behind The Pirate Bay for "promoting other people's infringements of copyright laws."

 

Da Trackback.it:

 

"Noi che siamo un po’ più informati gli avremmo potuto tranquillamente dire che i gestori di quel network non sono la Banda della Magliana (come, mi pare, ritenga la questura), ma qualcosa di “peggiore”. Sono di fatto dei pazzi politicamente coinvolti e perfettamente certi della loro missione “divina”: favorire la diffusione libera di ogni informazione al di fuori di qualsiasi copyright. Di fatto il blocco è stato già violato da The Pirate Bay in varie maniere:

“Siamo abituati ad affrontare nazioni fasciste che non permettono la libertà di parola. Numerosi piccoli paesi governati da dittatori hanno deciso di bloccare il nostro sito visto che poteva aiutare nella diffusione di informazioni che potevano nuocere al loro regime”.

 

Da TorrentFreak: 

http://news.slashdot.org/article.pl?sid=08/08/10/1934231&from=rss

"Pirate Bay's IPs and the domain name are inaccessible, as they are blocked by ISPs all over the country. Whether these blocks will be very effective, however, is doubtful, since The Pirate Bay has already announced several countermeasures. An insider working at an Internet provider in Italy told TorrentFreak that all the relevant large access ISPs in Italy have complied with the request to block the popular BitTorrent tracker, which was sent out yesterday. Italy is taking a stand against BitTorrent sites, so it seems. Two weeks ago, the largest Italian torrent site, Columbo-BT, was shut down by the same prosecutor who is responsible for the Pirate Bay block."

 

Per un elenco di notizie:

http://www.civile.it/cybernews/index.php?p=&type=&search=pirate&country=&libri=&op=AND&da=0&url=

 

News affidabili:

http://torrentfreak.com/the-pirate-bay-blocked-in-italy-080809/

"Italy is taking a stand against BitTorrent sites, so it seems. Two weeks ago, the largest Italian torrent site, Columbo-BT, was shut down by the same prosecutor who is responsible for the Pirate Bay block. IFPI, the infamous anti-piracy organization assisted the prosecutor, and it wouldn’t be a surprise if they assisted in this case as well, considering their history with The Pirate Bay."

"Giancarlo Mancusi, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy "

 

IL COMUNICATO STAMPA DI FIMI:

http://www.fimi.it/dett_comunicatistampa.php?id=112

COMUNICATO STAMPA
 
“OPERAZIONE COLOMBO” 
 
G. DI F. BERGAMO: CHIUSO SUPERMERCATO ITALIANO DEL FALSO MULTIMEDIALE SU INTERNET. TRE PERSONE DENUNCIATE PER VIOLAZIONI ALLA NORMATIVA SUL DIRITTO D’AUTORE. 
 
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo, con l’ausilio tecnico di F.P.M. - Federazione contro la Pirateria Musicale – e la collaborazione di altri reparti del Corpo, ha condotto complesse indagini, svolte in diverse regioni d’Italia (Lombardia, Emilia Romagna, Molise), rivolte alla repressione dello scambio illegale di files contenenti opere tutelate dal diritto d’autore realizzato sulla rete internet. Al termine di queste attività, sono stati denunciati i gestori del sito www.colombo-bt.org , portale della pirateria tra i più diffusi in Italia, al quale da qualche giorno è stato inibito l’acceso agli utenti da un provvedimento del GIP di Bergamo comunicato a tutti gli ISP (internet service providers) italiani.
 
L’operazione si inquadra nel più ampio contesto di prevenzione e repressione del fenomeno della diffusione illegale di materiale coperto da copyright, illecito che costituisce una gravissima turbativa del mercato legale e genera mancati introiti di milioni di euro ogni anno per gli aventi diritto e per l’Erario.
 
IL FUNZIONAMENTO DEL SITO INTERNET
 
Scaricare musica e film sul web è diventato semplice e comodo grazie all’utilizzo di noti programmi di file sharing, che permettono cioè di collegarsi direttamente o attraverso un server (come nel caso di “colombo-bt.org”) a una moltitudine di nodi, ognuno dei quali contribuisce alla diffusione dei contenuti.
 
Il sito posto sotto sequestro aveva un motore di ricerca interno, definito tracker, in grado di localizzare, mediante l’inserimento di parole chiave, le opere di interesse e coordinare le richieste degli utenti che volevano scaricarle. Indicando un’opera si generava un elenco di file corrispondenti da scaricare. Questa operazione poteva avvenire in un’unica soluzione ovvero “a pezzi”. In tale ultimo caso, il download risultava più veloce ed un apposito software ricomponeva le parti nel prodotto intero, che poteva essere a sua volta messo a disposizione di altre persone collegate.
 
Praticamente ciascun soggetto interessato doveva registrarsi sul sito attraverso un “nome utente” ed una password, dopodiché aveva accesso ad un database online suddiviso per aree tematiche (musica, film, fiction, software, videogiochi), da cui attingere con facilità.
 
 
LE INDAGINI
 
Le indagini, coordinate dal Dott. Giancarlo Mancusi, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Bergamo, sono state in grado di superare i numerosi ostacoli frapposti dagli indagati per impedire alle Forze di Polizia la loro individuazione. 
 
In questo caso non si è trattato infatti di adolescenti esperti di informatica con la passione per la pirateria ma di adulti, alcuni dei quali dotati di spiccate conoscenze tecniche, che avevano installato dei server all’estero, presso una società di hosting e housing della Repubblica Ceca (attraverso un semplice meccanismo informatico essi apparivano ubicati in Svezia), utilizzati per la gestione del sito. A questo accedevano milioni di utenti interessati a condividere e scaricare illecitamente enormi quantità di files multimediali, tra opere musicali in formato MP3 della discografia italiana ed internazionale, film di recentissima programmazione e costosi programmi informatici. I dati statistici on line evidenziavano un trend in continua crescita: circa 800.000 accessi ogni mese, da parte di utenti per lo più italiani (circa l’80%), che collocavano il sito tra gli 80 più popolari nel nostro Paese. 
 
L’anonimato che i componenti dello staff si erano garantiti con l’utilizzo di nicknames (nomi in codice) è stato superato grazie alla meticolosa ricostruzione delle tracce lasciate dalle donazioni effettuate dagli utenti per consentire agli amministratori del sito il suo sviluppo (quale l’acquisto di nuovi e più performanti server), attraverso l’utilizzo di canali di pagamento internazionali on line. Tali rapporti ed un conto corrente postale (unitamente a tre carte Poste Pay) di riferimento in Italia, come peraltro la registrazione del dominio internet, sono però risultati intestati ad un nominativo di fantasia, grazie all’opera di prestanome resa da uno degli indagati utilizzando un documento fasullo.
 
Dopo essere risaliti alla vera identità della persona, residente a Rimini, le successive perquisizioni hanno permesso di individuare i nominativi di due degli amministratori del sito, uno dei quali della stessa città della riviera romagnola (tra l’altro dipendente di una società di videonoleggio all’interno della quale sono stati rinvenuti e sequestrati circa 700 dvd masterizzati) e l’altro, il fondatore del sito, di Campobasso. Nei loro computer ed in altro materiale hardware sequestrato le prove delle illecite attività realizzate attraverso la creazione e gestione di colombo-bt.org. 
 
Sotto sequestro anche il saldo dei conti correnti e le carte Poste Pay usate dagli indagati per la raccolta e l’utilizzo dei fondi provenienti dalle donazioni degli utenti. 
 
Le indagini, ancora in corso, sono adesso rivolte all’identificazione di tutti i soggetti che hanno partecipato alla gestione del sito illegale, passibili di severe sanzioni di carattere penale. Le perizie tecniche sul materiale in sequestro forniranno inoltre precisi elementi in relazione alle responsabilità di coloro che hanno messo illecitamente in condivisione sul web i milioni di opere tutelate dal diritto d’autore.

11.08.2008 Spataro
Fonte: spataro




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