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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Licenze 18.01.2008    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Arriva la creative commons plus e zero: piu' libertà agli autori

Non sono licenze, ma un protocollo. Cosa significa ?
Spataro

 

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C

Creative Commons tira fuori dal suo cappello due protocolli da aggiungere alle licenze base. Cosa sono ?




Due protocolli ?

Dietro al termine un po' innovativo ci sono condizioni aggiuntive alle licenze standard. In termini semplici, condizioni contrattuali aggiuntive.

Sono leggibili da esseri umani (sono scritte nella lingua di ciascuno), ma sono anche scritte in modo tale che i software possano tenerne conto, ed eventualmente compiere operazioni per ottenere la licenza di clausole aggiuntive.

Le licenze creative commons infatti sono licenze standard, che pero' lasciano spazio ad accordi anche diversi tra le parti.

Con cc+ e cczero si possono aggiungere condizioni contrattuali aggiuntive secondo un formato informatico standard.

E' uno standard informatico per le condizioni contrattuali aggiuntive. Molto interessante.

 




Vale in Italia ?

Al link indicato scoprirete ahime' che per l'Italia non si sa che valore possano avere. In Italia e' richiesta la forma scritta negli accordi di disposizione dei diritti d'autore, quindi se gli accordi non si firmano con crittografia asimmetrica (non necessariamente firma certificata), potrebbero non valere nulla.

Ma questa e' una obiezione che investe tutte le licenze italiane.

La mia opinione e' che se un autore annuncia pubblicamente di usare una licenza, davanti ad un giudice tale dichiarazione non puo' essere ritirata senza alcuna conseguenza. L'affidamento generato non e' privo di rilievo giuridico.

Pero' il problema esiste.

 



La CC ZERO

Tutto gratis. O meglio, la possibilità di inserire condizioni legali (clausole) aggiuntive in modo da autorizzare altri usi a costo zero, liberamente.

E' una formula particolare. Piu' si va avanti e piu' si trovano formule che autorizzano piu' o meno usi gratuiti. Crea non poca confusione.

Il poter mettere clausole aggiuntive per l'uso a costo zero, diventa una semplificazione anche grazie alla standardizzazione.

 




La CC PLUS

Pensiamo di aggiungere una clausola alla licenza creative commons not commerciale: per esempio autorizziamo l'uso delle opere sul sito di chi ha anche pubblicità come adsense.

In questa ottica la ccplus diventa utile: aumentare la distribuzione delle tue opere anche sui siti con pubblicità, che non sarebbero autorizzati secondo la licenza creative commons not commercial standard.

Il tutto con un linguaggio che possa essere capito sia dagli umani che dai computer. Uno standard per clausole contrattuali aggiuntive.

 




^ Conclusioni

Avrà successo ?

Non si sa nemmeno se in Italia valgono. Pero' le usiamo perche' le riteniamo utili.

Aggiungono (e standardizzano) la flessibilità. Un uso intelligente e' quindi quello di ampliare le ipotesi d'uso, ampliando l'autorizzazione a tutti coloro che fanno lucro indiretto, con la pubblicità ad esempio.

Pero' bisogna vedere gli aspetti tecnici, che sembra semplici, ma sinceramente non riesco a capire come si possa scrivere una clausola aggiuntiva in modo che i software la interpretino al meglio.

Forse si tratta semplicemente della facilità di leggere le condizioni aggiuntive, non di gestirle. Il problema e' che al momento manca il software, ma lo standard e' stato fissato.

Puo' essere una svolta, se comprenderemo tutti l'utilità di definire subito le nostre condizioni contrattuali aggiuntive.

18.01.2008 Spataro
spataro


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