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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Generico 28.11.2005    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Appello Aiip per salvare la banda larga in Italia*

Banda larga significa commercio e sviluppo: liberalizzarla è un dovere

 

A

APPELLO URGENTE DELL'AIIP, ASSOCIAZIONE ITALIANA INTERNET PROVIDERs AIIP è una associazione che raggruppa operatori che complessivamente detengono la maggioranza del mercato della larga banda non detenuto dall'operatore ex monopolista, realizzano un fatturato di circa 1,9 miliardi di euro e negli ultimi 5 anni hanno effettuato investimenti per più di 1,3 miliardi di euro. AIIP ha acquistato a proprie spese uno spazio pubblicitario sul Messaggero di domani per pubblicare un appello urgente, riportato di seguito, che è già stato consegnato all'Autorità Garante Della Concorrenza e del Mercato e all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), la quale è a poche ore dall'approvazione del provvedimento che regolerà per i prossimi 18 mesi la larga banda. AIIP teme che il regime di monopolio, eliminato dalla telefonia, riprenda forma in quello della banda larga e per questo ritiene essenziale che il provvedimento da approvare raccolga le osservazioni svolte dai concorrenti di Telecom Italia nella consultazione pubblica e sia conforme allo spirito delle Direttive Comunitarie e agli auspici del Presidente dell'AGCOM. Se ritieni rilevante l'azione AIIP: Inoltra questa email oggi stesso al maggior numero di tuoi conoscenti e Firma una “petizione elettronica” inviando una mail, anche senza testo, a lettera.aperta@aiip. messagenet.it. L'invio della mail per firmare la “petizione elettronica” varrà come consenso per trattare i dati personali. I dati così raccolti saranno trattati da Messagenet srl, solo ed esclusivamente allo scopo di promuovere l'azione AIIP ed in conformità con la legge, ai sensi dell'articolo 13 del d.lgs 196/2003. L'informativa completa relativa al trattamento dei dati di chi firma la petizione elettronica è reperibile al seguente indirizzo internet: http://www.messagenet.it/legal/informativa_appello_aiip.html I PROVIDER ITALIANI RAPPRESENTATI DA AIIP VOGLIONO OPERARE IN UN REGIME DI VERA CONCORRENZA, AFFINCHE' TUTTI GLI ITALIANI POSSANO SCEGLIERE LIBERAMENTE I FORNITORI DI ACCESSI E DI SERVIZI A BANDA LARGA. APPELLO URGENTE DELL'AIIP, ASSOCIAZIONE ITALIANA INTERNET PROVIDERs A: AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI (AGCOM) Ill.mo Prof. Vincenzo CALABRO', Presidente AGCOM - Egregi Commissari AGCOM, Membri della Commissione per le infrastrutture e le reti: Prof. Stefano CANNONI, Cons. Nicola D'ANGELO, Sen. Roberto NAPOLI, On. Enzo SAVARESE AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO (AGCM) Ill.mo Prof. Antonio CATRICALA', Presidente AGCM AIIP rappresenta 45 operatori di telecomunicazioni che collettivamente hanno la maggioranza del mercato della larga banda non detenuto dall'operatore ex monopolista legale, realizzando un fatturato di circa 1,9 miliardi di euro e che negli ultimi 5 anni hanno effettuato investimenti per più di 1,3 miliardi di euro. AIIP lancia ai commissari AGCOM questo appello urgente per chiedere che il provvedimento in fase di approvazione, che governerà per i prossimi 18 mesi il mercato Italiano della larga banda all'ingrosso tenga conto delle istanze sotto rappresentate. Secondo gli ultimi dati resi disponibili da AGCOM, nel primo semestre 2003 Telecom Italia controllava il 98,3% del mercato all'ingrosso delle connessioni a banda larga su DSL. Tale potere di mercato è facilmente trasferibile anche sui mercati “a valle” dei servizi alla clientela finale basati sull'accesso DSL all'ingrosso, primo fra tutti quello dell'accesso a Internet ADSL, dove Telecom Italia detiene l' 85,9% e, quindi, su ulteriori mercati quali la VOIP (telefonia via Internet), la videoconferenza e la televisione via rete fissa. Tuttavia, in Italia la larga banda non è ancora disponibile in moltissime località e, dove è disponibile, è più lenta e più cara che in altri paesi europei dove la stessa Telecom Italia opera, con il risultato che nel nostro paese la penetrazione è al di sotto della media europea (8,1 accessi in banda larga ogni 100 abitanti al 31 dicembre 2004) e solo al 25° posto nel mondo (Information Economy Report 2005 dell'ONU). AIIP concorda con l'affermazione del presidente AGCOM apparsa sul Sole 24 Ore il 18 novembre scorso: “dico che lavoriamo per un settore da cui dipende buona parte del destino economico del paese e che la nostra funzione di regolamentazione ex-ante resta essenziale” e apprende con piacere che il provvedimento dovrebbe portare le offerte all'ingrosso di Telecom Italia a un prezzo orientato ai costi (cost-plus) superando il precedente regime di retail-minus (il prezzo ai concorrenti è quello ai clienti finali, dedotti i costi evitabili, lasciando così a Telecom i profitti monopolistici sui servizi wholesale). AIIP teme che il regime di monopolio, eliminato dalla telefonia, riprenda forma in quello della banda larga e per questo ritiene essenziale che il provvedimento da approvare raccolga le osservazioni svolte dai concorrenti di Telecom Italia nella consultazione pubblica e sia conforme allo spirito delle Direttive Comunitarie e agli auspici del Presidente dell'AGCOM. IN PARTICOLARE AIIP CHIEDE: CHE SIA IMPOSTA A TELECOM ITALIA, CON EFFETTO IMMEDIATO, UN'OFFERTA DI SERVIZI BITSTREAM A CONDIZIONI ECONOMICHE ORIENTATE AI COSTI, CALCOLATI SULLA BASE DEGLI ELEMENTI GIA' APPROVATI DALL'AUTORITA' STESSA NELL'OFFERTA DI INTERCONNESSIONE DI RIFERIMENTO 2005. L'attuale proposta AGCOM richiede la redazione di una apposita contabilità separata di Telecom Italia, ma non prevede tempi certi, pertanto rischia di protrarre indefinitamente una situazione contraria agli interessi del mercato e degli utenti (basti pensare che “la prima gara per sostituire Kpmg, giunta a fine mandato, è andata deserta; solo dopo un anno è arrivato il sostituto e così l'ultimo bilancio regolatorio pubblicato risale al 2001” - Massimo Mucchetti, Corriere della Sera del 26 Novembre 2005). Se i prezzi all'ingrosso del Bitstream verranno allineati rapidamente al costo, gli investimenti degli operatori alternativi potranno confluire in quelle zone dove la banda larga non arriva, in luogo di concentrarsi esclusivamente nelle aree più redditizie, duplicando reti in zone già coperte. CHE ANCHE PER LE LINEE ADSL SENZA ABBONAMENTO AL SERVIZIO TELEFONICO, GLI OPERATORI NON DEBBANO CORRISPONDERE CONDIZIONI ECONOMICHE RETAIL- MINUS MA COST- PLUS La mancata applicazione del cost-plus alle ADSL senza fonia ucciderebbe sul nascere le offerte degli operatori che offrono servizi voce in IP su ADSL, che verrebbero gravati dal “balzello” di un canone aggiuntivo, del tutto arbitrario e distaccato dai relativi costi, per le linee Adsl senza fonia. Prima dell'insediamento degli attuali Commissari, Telecom Italia aveva  già  tentato di imporre simili condizioni, ritenute in violazione della Delibera 217/00/CONS e dei contratti wholesale in vigore con gli operatori concorrenti, salvo poi rinunciare a quello che, all'epoca, AIIP defini un "balzello non  dovuto". CHE IL PROVVEDIMENTO FINALE SANCISCA IN MODO INEQUIVOCABILE IL POTERE/DOVERE DI AGCOM DI REGOLAMENTARE EX-ANTE L'INTERO SETTORE A BANDA LARGA, PREVEDENDO ESPRESSAMENTE L'OBBLIGO DI TELECOM ITALIA A PRESENTARE AD AGCOM LE NUOVE OFFERTE AL PUBBLICO CON 30-90 gg DI ANTICIPO RISPETTO ALLA COMMERCIALIZZAZIONE L'obiettivo è di evitare che Telecom Italia possa ritenersi libera di commercializzare offerte a larga banda alla clientela finale senza fornire preventivamente i necessari dati tecnici ed economici ad AGCOM, In mancanza di tale misura AGCOM altrimenti potrebbe intervenire - in caso di offerta anticompetitiva - solo a vendite già avviate, abdicando, di fatto, ed in contrasto con gli auspici del suo presidente, al proprio ruolo regolatorio. CHE, INDIPENDENTEMENTE DAL PROVVEDIMENTO IN FASE DI APPROVAZIONE, AGCOM e AGCM IMPONGANO A TELECOM ITALIA DI RISPETTARE IMMEDIATAMENTE GLI IMPEGNI ASSUNTI NEL PROCEDIMENTO ANTITRUST A351 ("GARA CONSIP") Telecom è stata condannata per pratiche anticompetitive 9 volte nell'ultimo decennio dalla sola Autorità Antitrust, senza contare i provvedimenti della giustizia ordinaria. Come misura pro-competitiva nel corso di un recente procedimento antitrust, precedente all'insediamento degli attuali Commmissari dell'AGCom, Telecom Italia si è impegnata a rea

28.11.2005 Spataro
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