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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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E-Commerce 27.11.2003    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Codice internet e minori

Un codice da vedere
Spataro

 

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comunicato stampa Codice di Autoregolamentazione "Internet e minori"

Stanca: in costante aumento i piccoli navigatori "Il Codice previene i rischi e promuove l'inclusione grazie all'uso sicuro di Internet" Anche all'estero si guarda con attenzione al Codice di Autoregolamentazione italiano

Il Codice

Internet è sempre più affollato di piccoli navigatori. "Nel terzo trimestre 2003 sono stati oltre 1,7 milioni di minori che in Italia hanno usato la Rete, ben 548 mila erano sotto i 12 anni, il 3% in più rispetto al terzo trimestre 2002. Non solo, ma è anche in aumento il tempo che i giovani trascorrono on line: mediamente i ragazzi tra i 12 ed i 18 anni dalle 8 ore e mezzo di navigazione del 3° trimestre 2002 sono passati alle 11 ore e mezzo del 3° trimestre di quest'anno". A rendere noto l'inedito scenario minorile dell'inesplorato mondo del web è stato Lucio Stanca, ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, citando gli ultimi dati Nielsen//NetRatings, alla presentazione del Codice di Autoregolamentazione Internet e minori, con il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri. "Una tendenza", ha precisato Stanca, "che è europea: solo in Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Olanda, Svezia e Svizzera oltre che in Italia, alla fine di agosto scorso sono stati più di 13 milioni i ragazzi sotto i 18 anni che hanno navigato nel Web, con un incremento di ben il 27%. E di essi 4 milioni erano di età inferiore ai 12 anni".

È in questo contesto, "contraddistinto da forte espansione, che si innesta il Codice di Autoregolamentazione, destinato ad essere uno strumento importante perché previene i potenziali rischi di 'distruzione di valore socialè che potrebbero derivare da un uso illecito o dannoso di queste tecnologie; mentre l'uso sicuro, o meglio consapevole, di Internet promuove l'inclusione delle categorie più deboli, come i ragazzi, e più svantaggiate, ossia i disabili, i meno giovani, chi vive in zone remote, chi ha un basso reddito, i disoccupati", ha aggiunto il Stanca.

Il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie ha poi posto in evidenza la novità procedurale di questa iniziativa: "viene superato il tradizionale generico concetto di autoregolamentazione, rimasto in passato spesso lettera morta, per introdurre la co-regolamentazione, in cui l'industria si impegna a darsi regole e ad adottarle, mente un organismo di controllo pubblico vigila sul rispetto delle stesse regole in una sorta di 'autoreolamentazione regolata'".

Dopo aver ricordato che "rispetto ad altri media, che pure offrono immagini o materiali non appropriati, Internet ha caratteristiche che rendono più difficile per gli adulti esercitare un controllo responsabile della Rete per fattori come l'anonimato e la grande facilità di accesso", il ministro ha sottolineato che "per un uso consapevole da parte dei ragazzi la scuola e il livello culturale delle famiglie giocano un ruolo determinante e su questo si sta muovendo il Governo. Solo quest'anno sono ben 1.014.674 gli alunni delle prime due classi della scuola primaria (le ex elementari) impegnati nei processi di apprendimento dell'uso dell'informatica e dell'inglese".

Elencate le azioni intraprese - il Comitato tecnico per l'uso consapevole di Internet; l'iniziativa "Chi ha paura della Rete"; i filtri messi a disposizione on-line (www.italia.gov.it) delle famiglie; il piano nazionale antipedofilia "Ciclope" ed il disegno di legge del Governo contro la pedopornografia anche a mezzo Internet - Stanca ha auspicato "omogeneità di comportamenti di tutti gli Stati e delle organizzazioni. Per contrastare i contenuti illegali e dannosi del Web la legislazione non può infatti essere la sola risposta: occorrono provvedimenti e iniziative articolate, come il Codice di Autoregolamentazione, che tra l'altro impegna chi vi aderisce a specifiche regole e comportamenti nell'offerta di servizi e rende riconoscibile chi ha aderito al codice con il marchio Internet@minori". Il ministro Stanca ha infine reso noto che il "Codice italiano sta riscuotendo interesse all'estero ed è attualmente all'esame del Programma Comparative Media Law and Policy dell'Università di Oxford, finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del Piano d'Azione Safer Internet".

I PUNTI QUALIFICANTI DEL CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE

Obiettivi e finalità del Codice:

a) aiutare gli adulti, i minori e le famiglie a un uso corretto e consapevole della rete telematica, tenendo conto delle esigenze del minore; b) predisporre apposite tutele atte a prevenire il pericolo che il minore venga in contatto con contenuti illeciti o dannosi per la sua crescita; c) offrire, nel rispetto della normativa nazionale ed internazionale, un accesso paritario e promuovere un accesso sicuro per il minore alle risorse di rete; d) tutelare il diritto del minore alla riservatezza ed al corretto trattamento dei propri dati personali; e) assicurare una collaborazione piena alle autorità competenti nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione della criminalità informatica ed in particolare nella lotta contro lo sfruttamento della prostituzione, la pornografia ed il turismo sessuale in danno di minori, attuati tramite l'utilizzo della rete telematica;

IL PRINCIPIO DI CO-REGOLAMENTAZIONE

Molti sostengono che il contenuto in Rete non debba essere sottoposto a nessuna forma di limitazione o controllo. Tuttavia, il pericolo più serio per il mantenimento della libertà di espressione sulla Rete e per il libero accesso ai contenuti è rappresentato proprio dalla difficoltà dei Governi di sviluppare nuove forme di regolamentazione adeguate ai nuovi media. Si vorrebbe rispondere a fenomeni pur deprecabili con soluzioni autoritarie che hanno effetti negativi anche sull'uso legittimo della Rete limitando libertà di tutti. In ambito Europeo sta emergendo una consenso sempre più favorevole nei confronti di modelli di auto-regolamentazione/co-regolamentazione in cui l'industria si impegna a darsi delle regole e ad adottarle, mentre un organismo di controllo pubblico vigila sul rispetto delle regole stesse in una sorta di "auto-regolamentazione regolata".

Il Codice di Autoregolamentazione "Internet e Minori" è ispirato a questo principio di co-regolamentazione: È un passo avanti rispetto a quello di auto-regolamentazione poiché implica una condivisione di responsabilità attraverso un accordo tra pubblico e privato. La logica è semplice ma efficace poiché introduce anche meccanismi sanzionatori e di "premialità" definiti dagli stessi operatori sul mercato. Le istituzioni fissano una serie di regole e di obiettivi politici. Le istituzioni si limitano quindi a partecipare al controllo l'effettivo risultato finale. Le imprese e le parti interessate elaborano in dettaglio gli strumenti per l'ottenimento di questi obiettivi.

La co-regolamentazione è così uno strumento più flessibile, più adattabile e più efficace delle norme soprattutto per quanto riguarda la protezione dei minori problematica con implicazioni molto delicate che investono anche la morale soggettiva. Naturalmente l'efficacia del modello regolatorio può e deve essere migliorata da una sempre più ampia diffusione di sistemi di classificazione dei contenuti tra gli ISPs e meccanismi di filtraggio che permettano agli utenti di esercitare un controllo diretto sui contenuti.

Roma, 19 novembre 2003

A cura dell'Ufficio Stampa del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie

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