I sistemi di intelligenza artificiale non si limitano più a generare contenuti: agiscono, inviano, modificano, impegnano. Quando un’organizzazione delega a un sistema la capacità di agire, quali limiti deve fissare prima dell’azione? Quali evidenze conservare durante? Chi deve poter rispondere dopo? Questo libro dà alle tre domande una risposta di metodo, fondata su una tesi: l’autonomia tecnica non crea autonomia giuridica. Attraverso l’AI Act, il GDPR e l’ecosistema normativo digitale europeo, l’opera costruisce categorie originali, l’agenticità graduata, la catena di imputazione dell’azione agentica, l’accountability probatoria, e le consegna a uno strumento operativo, la matrice a sette colonne, fino a renderle eseguibili in codice. Per giuristi, DPO, compliance officer e per chiunque debba governare, non subire, la delega alle macchine.
La struttura dell’opera
Diciotto capitoli — le quattro parti (i fondamenti, i rischi e la qualificazione giuridica, le responsabilità e le evidenze, il modello operativo di governance) più le Conclusioni — e un apparato pensato per l’uso professionale: lo schema riutilizzabile della matrice a sette colonne (Appendice A), il metodo eseguibile con due strumenti originali in Python riprodotti integralmente e funzionanti (Appendice B), il glossario ragionato, la tavola delle fonti e l’indice analitico.
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