Un mondo strano scopre che la centralizzazione dell'offerta non fa bene al mercato. Servirebbe in tutto.
Nel 2016 un rapporto dell'Onu indicava il sovraffollamento dei turisti, aumentati per i costi ridotti, nelle solite destinazioni, o meglio, nel 10% di quelle possibili.
Nel 2026 se ne parla come un effetto della SEO, del marketing, delle informazioni che circolano non tutte allo stesso modo.
In altri casi si dà la colpa ai B2B come causa, non effetto, dell'aumento di richiesta di destinazioni.
Con l'avvento della AI la critica si sposta sulla disponibilità di dati, ma proprio la AI potrebbe aiutare a trovare quelle destinazioni che l'Onu ha calcolato, ma non indicato.
In poche parole, vogliamo vedere le stesse cose che altri hanno visto, più che scoprire destinazioni nuove.
Tuttavia le distanze dovrebbero imporre analisi meno globali: Sapere di avere il 90% di destinazioni dimenticate, ma tutte in Asia, non mi migliora la scelta.