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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Dsa 27.01.2022    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

La direttiva sui servizi DSA e l'incapacità di definire fattispecie

Un articolo sul Sole 24 ore si rivela seguire il filone dei commenti di chi, nel diritto, si e' accorto che l'incertezza e la delega ai i privati di normare aspetti tecnici e' sinonimo di disastro, in contrasto alla finalità di contemperare interessi.


Valentino Spataro

 

L

La DSA, appena approvata con modificazioni, si incanale nel filone di testi normativi che affermano ^ principi importanti, tanto importanti quanto difficili da attualizzare, per l'accertata ignoranza della tecnologia, quando non apertament tecnofobia, di avvocati e legislatori.

Scusate: non argomento quello che è un dato di fatto secondo molti tecnici, tale da portare a interpretazioni formali dei principi, dimenticando ogni realta'.

Il costituzionalista americano Cass R. Sunstein in "Il diritto della paura, oltre il principio di precauzione" spiegava nel primo decennio del secolo l'approccio oggi tanto conosciuto. Testo ignoto a troppi, ma forse noto agli avvocati di WhatsApp che hanno citato in giudizio le autorità privacy europee per le loro asserite interpretazioni faziose su criteri incerti, secondo la tesi di Whatsapp, all'estremo opposto. 

La tesi è semplice: ^ non potendo prevedere le conseguenze, vieto comportamenti formali obbligatori preventivi. Non importa quello che fai, devo dichiararlo prima. Non rendi conto di quello che fai, ma di non averlo dichiarato prima di farlo, anche se non dannoso.

Oggi si ripete la diffidenza per legge. ^ Il DSA delega all'Agcom non solo i poteri di controllo del diritto d'autore, ma della responsabilità delle attività online.

Vi hanno scritto che riguarda solo le grandi piattaforme. Balle, falsità faziose. Il testo normativo è lì per essere letto, ^ le esenzioni alle PMI sono solo su aspetti marginali.

Su Twitter @marcoscialdone segnala un articolo di @OrestePollicino e @G_De_Gregorio  pubblicato sul @sole24ore.

Il passo centrale è semplice:^ il legislatore e gli avvocati hanno capito che non riescono a stare dietro alla tecnologia, quindi devono fare un passo ulteriore: delegare qualcuno ad interpretarla in modo più restrittivo. I privati realizzeranno i tasselli mancanti.

Facciamo un passo indietro.

I latinoiparlavano di "^ ex facto oritur ius": il diritto nasce dal mondo reale. Nessuno sognava di costruire un mondo reale scrivendo norme su pezzi di carta, perchè non funzioneranno mai abbastanza.

Oggi i legislatori vogliono fare i padri di nuove costituzioni, e imporre principi astratti a tutti.

^ Poichè il diritto deve essere certo, altrimenti è dittatura in senso tecnico, la concretizzazione viene delegata ad autorità specializzate nel settore. Nella buonista ipotesi dovendo rispettare comportamenti dei privati, nella peggiore delle ipotesi, comportamenti di privati come indicati da soggetti privati non rappresentativi degli interessi di una intera nazione, ma solo di alcuni.

In altre parole:^ i parlamenti delegano la scrittura di regole concrete alle interpretazioni, ai suggerimenti delle lobbies, alla tutela degli interessi del più forte ascoltato dalle istituzioni.

Possono gli autori di testi quasi costituzionale essere inconsapevoli di quanto potere lasciano ai privati di creare nuove regole private, con forza di legge ? Di influenzare il mercato rappresentando solo una parte di interessi ?

Essendo laureati in legge, la risposta è si'. Lo sanno.

Questo porta anche alla distruzione del web come lo conosciamo. Cosa che ho, francamente, messo in conto già almeno da 4 anni.

^ Il web non è più sostenibile. I costi di un sito internet, oggi, dovrebbero essere oltre i 2.000 euro annui per la sola gestione annuale. Ma è ovvio che con 20 euro si può avere un sito completo e pubblicarlo a proprio rischio e pericolo. Sono sviluppatore, mi hanno deriso per anni per come ho sviluppato soluzioni conservative, oggi sono lo stato dell'arte, ma sono costose.

Il web eurlopeo è in pericolo. Fortunatamente alcuni in Europa se ne sono accorti e stanno sostendo un web aperto, come lo era 10 anni fa, prima dell'invasione delle GAFAM.

Ne parleremo ancora. La via passa dalla Francia e dall'Europa pero'. Finchè qui si lascia la scuola agli strumenti di Google e le app monitorate con le analitiche e tool di debug di Google, non c'è nulla di buono da sperare. ^ Cercate nei sorgenti su Github la parola Google, e chiedetevi perchè i controlli sono fatti sulle dichiarazioni e non coinvolgendo tecnici indipendenti ad analizzarne il funzionamento.

Gli avvocati non sanno leggere i sorgenti, come i tecnici non conoscono le distinzioni del diritto.

In un mondo complesso come quello attuale ^ chi fa il lavoro degli altri è come uno storno che invece di seguire gli altri, vuole imporre a tutti il proprio percorso. Leggetevi anche "Come in un volo di storni" del nostro premio nobel Giorgio Parisi.

Cercasi umiltà del legislatore che riconosca i propri limiti e metta un confine certo tra i contrapposti interessi.

Altrimenti torniamo nel diritto della paura: per precauzione, si condannano comportamenti formali preventivi.

Cicerone, Catone e Seneca ci perdonino.

E noi organizziamoci per ridurre la nostra presenza centralizzata online.

Fediverso, arriviamo.

27.01.2022 Valentino Spataro
Segnalato da Scialdone su Twitter


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