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Dizionario 29.11.2022    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Sharenting: cosa significa - dizionario

La compulsiva e frequente pubblicazione di foto dei figli online


Valentino Spataro

 

N

Non sarà una singola foto e creare problemi, ma la frequente pubblicazione sì.

Le foto dei minori, condivisi su internet, sono oggetto di sanzioni ripetute a carico di genitori separati e divisi. E' necessario un accordo, dicono i giudici, comunque il minore ha diritto di chiederne la cancellazione.

Vi sono persino sentenze di figli contro i genitori.

Il punto dovrebbe essere uguale per tutti, e dovrebbe essere chiamato stalking: importunare continuamente qualcuno va fermato.

Il fenomeno pero', nell'applicazione pratica, risente di applicazioni più rigide: anche una sola foto può portare a sanzioni.

Sul tema basterebbe un pò di educazione civica, un galateo digitale. Dal numero di opere su Amazon, sembra un tema sottostimato.

Il Garante dell'infanzia nel novembre 2022 ha proposto un nuovo spid per tracciare l'età, controlli sui minori e una età minima di 16 per il consenso online.

E anche l'applicazione delle norme sul bullismo a genitori e nonni compulsivi.

A prescindere, eviterei. Non tanto per l'abuso delle foto dei minori, quanto perchè ognuno dovrebbe almeno indicare i fatti propri.

Restano ancora consentite, in gruppi ristretti, le foto di tavolate di amici.

Aggiornamento 15.03.2023

Il Garante pochi giorni fa ha pubblicato una guida. In essa si indicano le possibili minacce alla personalità del minore per la diffusione di una foto. Non concordo: al momento nei Tribunali le questioni riguardano ugualmente foto normalissime, espressioni di un normale e meritevole di memoria di rapporto genitoriale (tutelato da tutte le normative internazionali e nazionali), mentre l'altro dei genitori vuole togliere il ricordo dei momenti felici.

Il punto è che attualmente non si distingue tra le foto (o altri contenuti, a volte francamente ridicoli, ma per questo dannosi al minore ?) e vengono tutte sanzionate, in attesa che per esse si applichino per lo meno la stessa tutela dei giornali per gli archivi. La memoria è un diritto umano, la memoria fotografica è un diritto umano collettivo, al pari di un giornale, non di un diario personale.

Tenuto presente tuttavia che le sanzioni seguono i pericoli potenziali, e che comunque pubblicare le foto dei minori online è da evitare sicuramente, la guida del Garante propone delle utilissime pratiche che giova ricordare.

Se proprio decidiamo di pubblicare immagini dei nostri figli, è importante provare almeno a seguire alcune accortezze, come:

- rendere irriconoscibile il viso del minore (ad esempio, utilizzando programmi di grafica per "pixellare" i volti, disponibili anche gratuitamente online)

- coprire semplicemente i volti con una “faccina” emoticon;

- limitare le impostazioni di visibilità delle immagini sui social network solo alle persone che si conoscono o che siano affidabili e non le condividano senza permesso nel caso di invio su programma di messagistica istantanea;

- evitare la creazione di un account social dedicato al minore;

- leggere e comprendere le informative sulla privacy dei social network su cui carichiamo le fotografie.

Aggiungo che nessuno può lecitamente creare account, nemmeno social, di terzi, per puro piacere.

Una nota. Ho realizzato una seconda definizione con altri rilievi.

Mi piace riportarla ugualmente. Scusate.

Sei genitore, non solo fai foto, ma compri una macchina fotografica migliore per riprendere i tuoi figli.

In quelle di una volta le foto restavano sulla schedina e le guardavi in casa. Aprivi il portafoglio con la stampa e la mostravi agli amici che lo chiedevano.

Poi i social fanno condividere le foto di quello che si mangia, figurati se non pubblichi quella a cui tieni tanto !

Così di solito tutto finisce li', nel disinteresse generale o al massimo con qualche like.

Altre volte succede di tutto:

  • in caso di separazione il genitore che pubblica senza il consenso dell'altro viene sanzionato nelle forme più varie
  • il figlio si ribella e vuole cancellate le foto
  • i pedofili scaricano la foto e la elaborano in modi che fanno ammalare chi, manualmente, le verifica sui social
  • dalla foto del minore partono le elaborazione per sapere dove e quando, e poi magari farlo sparire.

Questo l'incubo dei genitori.

Più semplicemente ora si usano le foto nei programmi di messaggistica, magari inclusi comunque nei social network. Su Telegram potrebbero anche essere condivisi senza crittografia p2p.

In realtà le conseguenze sono sicuramente tanto "procurato allarme".

Ma concretamente quando succede qualcosa di malevolo che non accadrebbe comunque ?

Dati certi non ce ne sono, così ora la moda è condannare chi pubblica la foto. Se neonati non saranno riconoscibili dopo qualche mese o anno. Ma non è questo il punto.

Personalmente non vedo un solo buon motivo per pubblicare la foto di un minore online. Ma anche un selfie, non sono la Ferragni.

Il problema si solleva solo per le foto dei figli, dando la colpa ai genitori, ma non si pone il problema in termini più costruittivi, spiegando anche ai teenager che non è necessario tenere come avatar le foto in costume estive nè in estate nè in inverno.

Capiscono presto che così si prestano ad essere guardate solo per il corpo, e capiscono che il cervello e la personalità non sono un accessorio casualmente fornito alla nascita.

Il problema è la facilità di pubblicare e di condividere e commentare. Qualcosa che ha rovinato la presenza online di tanti, fino a subire la FOMO , una delle conseguenze più assurde.



29.11.2022 Valentino Spataro
Valentino Spataro


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