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Social software

Una definizione ... controversa

Termine recente (2007) dell'era dell'internet di massa (Web 2.0) che distingue il software per l'uso che se ne fa o per le funzioni che svolge.

Non e' una distinzione tecnica ma socio-culturale. Per questo controversa.

Che il software possa essere definito sociale e' un fatto contestato: secondo alcuni infatti molti software sul mercato già da quando internet era utilizzata solo da poche migliaia di utenti, sono "sociali": cosi' lo sarebbero i software che gestiscono usenet, le chat, i forum.

Quindi, pur negando che sia qualcosa di nuovo, in effetti si può affermare che, se mette insieme piu' persone e le fa collaborare tra loro, il software ha aspetti sociali.

Tuttavia si deve distinguere dal groupware, software per la gestione interna di attività di aziende o associazioni tramite internet. Quest'ultimo infatti non consente agli utenti di fare tutto quello che vogliono, ma solo quello per il quale sono autorizzati dalla struttura.

Un atteggiamento "anarchico" vi sarebbe quindi nell'organizzazione senza controllo delle attività delle persone con "software sociale". In realtà tutti si riservano il diritto di cancellare un utente che e' intollerante, violento, inneggia all'odio sessuale, razziale, etnico e che commetta un qualsiasi illecito anche non giuridico.

Un'interessante tesi approfondisce in 90 pagine gli aspetti del software sociale.

L'interesse per la materia non e' banale.

I piu' "visionari" o attenti osservatori di internet ritengono che si possa costruire un business per la consulenza aziendale riconvertendo le aziende ad una visione sociale.

Per esempio Sun Microsystems ha da tempo implementato svariati blog e forum frequentati dai dipendenti, dai clienti e dagli sviluppatori dei suoi linguaggi (Java, soprattutto ora che è licenziato con GPL); ibm ha acquistato diverse isole su SL (second life) organizzate in community senza rigide gerarchie cui possono partecipare i dipendenti ed i clienti.

Infatti la collaborazione dei clienti, che diventano fornitori di idee, e' un prezioso contribuito che puo' essere gestito con il software sociale, moderando comunque le aree di interazione.

Le aziende di successo su internet dimostrano infatti la capacità di mettersi a disposizione dei lettori con maggiore flessibilità dei monopoli di fatto, convogliano virtuosamente l'entusiasmo e la collaborazione di un cliente fedele verso nuovi prodotti.

Ma questa visione manca ancora a molte aziende e alcuni consulenti si propongono per migliorarne la comunicazione (in chiave virale).

Definizione scritta a 4 mani con Guglielmo Troiano

Spataro

11.07.2007 https://



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  • 45144
  • 2007-07-11
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    Non e' una distinzione tecnica ma socio-culturale. Per questo controversa.

    Che il software possa essere definito sociale e' un fatto contestato: secondo alcuni infatti molti software sul mercato già da quando internet era utilizzata solo da poche migliaia di utenti, sono "sociali": cosi' lo sarebbero i software che gestiscono usenet, le chat, i forum.

    Quindi, pur negando che sia qualcosa di nuovo, in effetti si può affermare che, se mette insieme piu' persone e le fa collaborare tra loro, il software ha aspetti sociali.

    Tuttavia si deve distinguere dal groupware, software per la gestione interna di attività di aziende o associazioni tramite internet. Quest'ultimo infatti non consente agli utenti di fare tutto quello che vogliono, ma solo quello per il quale sono autorizzati dalla struttura.

    Un atteggiamento "anarchico" vi sarebbe quindi nell'organizzazione senza controllo delle attività delle persone con "software sociale". In realtà tutti si riservano il diritto di cancellare un utente che e' intollerante, violento, inneggia all'odio sessuale, razziale, etnico e che commetta un qualsiasi illecito anche non giuridico.

    Un'interessante tesi approfondisce in 90 pagine gli aspetti del software sociale.

    L'interesse per la materia non e' banale.

    I piu' "visionari" o attenti osservatori di internet ritengono che si possa costruire un business per la consulenza aziendale riconvertendo le aziende ad una visione sociale.

    Per esempio Sun Microsystems ha da tempo implementato svariati blog e forum frequentati dai dipendenti, dai clienti e dagli sviluppatori dei suoi linguaggi (Java, soprattutto ora che è licenziato con GPL); IBM ha acquistato diverse isole su SL (second life) organizzate in community senza rigide gerarchie cui possono partecipare i dipendenti ed i clienti.

    Infatti la collaborazione dei clienti, che diventano fornitori di idee, e' un prezioso contribuito che puo' essere gestito con il software sociale, moderando comunque le aree di interazione.

    Le aziende di successo su internet dimostrano infatti la capacità di mettersi a disposizione dei lettori con maggiore flessibilità dei monopoli di fatto, convogliano virtuosamente l'entusiasmo e la collaborazione di un cliente fedele verso nuovi prodotti.

    Ma questa visione manca ancora a molte aziende e alcuni consulenti si propongono per migliorarne la comunicazione (in chiave virale).

    Definizione scritta a 4 mani con Guglielmo Troiano
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  • Spataro - Guglielmo Troiano
  • Spataro - Guglielmo Troiano
  • dizionario,pubblicitĂ , marketing virale, web2.0, software, open source, usenet, chat, second life
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